Che la primavera arrivi lo percepiamo soprattutto dai giardini. Le prime fioriture, magari precoci, i profumi che pervadono l’aria, la vita che riprende la sua marcia, insomma. Con l’arrivo della primavera, puntuale riesplode anche la voglia di occuparsi dei giardini, sia che si abbia il pollice verde ed un minimo di competenza specifica, sia che non si sappia un granché di essenze e irrigazione, di semina e potature. A Modena, Stefano Toselli è giardiniere esperto, con un’attività trentennale: a lui abbiamo chiesto qualche dritta per avere un giardino “sano e di bell’aspetto”.
Partiamo dall’inverno: cosa è bene fare nella stagione fredda per preparare al meglio il giardino per la primavera?
L’inverno è la stagione più importante per il giardino, poiché la maggior parte dei lavori si fanno appunto in autunno ed inverno. In primo luogo si preparano i terreni per i prati nuovi, in attesa della semina primaverile. In secondo luogo i prati vengono fatti arieggiare, facendo loro prendere le gelate invernali, per la loro rigenerazione. In terzo luogo in inverno, stagione del fermo vegetativo, vengono svolte tutte le potature e le varie manutenzioni.
Con l’arrivo della primavera, come è necessario procedere?
La primavera è stagione di semina, con tante varietà a seconda dell’esposizione del giardino al sole – possiamo infatti avere giardini in ombra, al sole, a mezz’ombra. A proposito delle semine, mi lasci dire che chi non possiede impianti di irrigazione è bene scelga varietà di semi capaci di sopportare anche lunghi periodi di siccità.
Qual è il problema più grosso, a proposito di giardini, con il quale si scontra quotidianamente?
Senza dubbio la scarsa cultura del giardino. Molti, infatti, non lo ritengono una parte della casa da vivere come tutte le altre. In questo senso la progettazione è importantissima e devo dire che raramente la si fa rivolgendosi a professionisti del settore. Molte nuove edificazioni che prevedono verde pubblico o privato, per esempio, vedono lo stesso progettista dell’edificio occuparsi anche del verde, magari senza competenze specifiche.
Quali specie è meglio piantumare nei nostri giardini?
Tendenzialmente specie autoctone per le alberature, come il tiglio, il frassino, l’acero campestre, la quercia, l’olmo, ecc….Per quanto riguarda gli arbusti, devo dire che di autoctoni ne sono rimasti pochi. Una volta il preferito era il biancospino, che ora non si può più piantumare per legge, perché porta l’irvinia, colpo di fuoco batterico che colpisce tutte le rosacee, come per esempio il pero. Per quanto riguarda le essenze floreali, ormai si semina un po’ di tutto. Devo dire, in tutta onestà, che ormai ci troviamo un po’ in difficoltà, poiché tante regole sono saltate negli ultimi anni con i grandi cambiamenti climatici in atto. Quindi anche parlare di specie autoctone ha senso fino ad un certo punto, perché con gli sbalzi di temperatura molte specie sono in difficoltà. Pensi che ultimamente abbiamo inserite varietà tropicali o subtropicali, come la palma o l’ulivo, prima impensabili. Diciamo che questa è una fase di grande sperimentazione per noi giardinieri.
Giardini e biologico: si può? E se sì, come?
Si può eccome, io ne sono un gran sostenitore. E occorre partire proprio dalla progettazione. In primo luogo bisogna concepire giardini a bassa manutenzione, che richiedano pochi interventi. Un altro fattore cruciale è il risparmio idrico: i giardini devono essere a basso impatto in questo senso. Poi occorre scegliere piante resistenti in termini di malattie, che richiedano meno trattamenti, notoriamente inquinanti. Infine, quando si deve concimare o trattare, è bene scegliere prodotti certificati biologici. Un altro aspetto cruciale per avere un giardino bio è quello della presenza degli uccelli. Noi per esempio prevediamo sempre nidi artificiali nei quali le specie possano riprodursi. Le faccio un esempio: la cinciallegra, uccello insettivoro, nel momento in cui procaccia cibo per i piccoli compie anche 700 voli al giorno, che tengono “puliti” i giardini. Un altro aspetto da non sottovalutare…
Come sono i modenesi in fatto di giardini? Cosa cercano?
Io li trovo molto migliorati negli ultimi anni, più curiosi ed interessati. C’è stato un periodo, tra il 2003 e il 2005, nel quale molti si sono improvvisati giardinieri, inquinando il mercato con prezzi ridicoli. Oggi i modenesi hanno capito che la professionalità ripaga, sono più coscienti di cosa significa rivolgersi ad un professionista. Rispetto alle richieste, in generale la gente guarda molto a quello che fa l’Amministrazione Pubblica nei giardini. Per esempio adesso fanno aiuole molto colorate, con sassi e pietre: la gente guarda e trasferisce nel proprio giardino.
Ha un sogno nel cassetto?
Diciamo che non mi bastano i cassetti! Scherzi a parte, mi piacerebbe molto fare corsi ai privati e lavorare con le scuole ed i bambini.
Per chiudere: un consiglio di stagione ai nostri patiti del pollice verde.
Per gli amanti delle rose, vanno sempre piantate in luna crescente e potate in luna calante, tagliando i rami interni e lasciando le gemme esterne.
Con l'arrivo della stagione dolce ritorna prepotentemente alla ribalta il pollice verde. Abbiamo interpellato un esperto modenese, Stefano Toselli, per capire cosa fare.

