Un tempo c’era il caro, vecchio walkman. Se volete un po’ scomodo e ingombrante, ma compagno anche di tanti viaggi e avventure. Poi sono arrivati iPod, Mp3 e cellulari. Roba sempre più moderna e perfezionata. E soprattutto più maneggevole e meno pesante. Perché per chi corre e fa fatica, e se ne fa davvero parecchia “sotto questo sole”, anche un peso insignificante, con il passare del tempo e dei chilometri, può diventare fastidioso e molesto. Quasi tutti gli atleti del “fine settimana”, ma non solo loro, oggi corrono su strade e parchi cittadini con una colonna sonora sparata direttamente nelle orecchie. Del resto la musica è stata a lungo protagonista anche di quelle attività che si svolgono al chiuso delle palestre: spinning, body power, stretching e altre ancora, con gli atleti intenti a correre e saltare a ritmo di rock e pop. Non c’è da stupirsi, quindi, se la musica se ne è uscita dalle palestre per finire vicina (molto vicina) alle orecchie dei jogger. Ebbene se la musica è tollerata e anzi incoraggiata nelle lezioni di gruppo, nelle competizioni ufficiali di corsa risulta tutt’altro che ben vista. Pensate che all’inizio del 2007 la Federatletica Americana è ha bandito da tutte le gare l’uso delle cuffiette attaccate a iPod, MP3 o telefonino, arrivando a ipotizzare che la musica possa essere una sorta di doping.
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