In piccole dosi può essere persino salutare. Perché infonde “carica vitale” ed è basilare per la sopravvivenza: predispone il nostro corpo a fronteggiare una situazione di emergenza o disagio in tempi brevissimi, con il cuore che batte più velocemente, il cervello che riceve meglio il sangue, i muscoli pronti alla lotta. Insomma siamo lucidissimi e preparati a tutto. Ma quando lo stress (dall’inglese distress, tormento) diventa una condizione di vita, allora sì che cominciano i guai. Il nostro organismo, infatti, si ritrova in un perenne stato di allerta, con altissimi livelli di ormoni dello stress, come se fossimo continuamente in pericolo o dovessimo entrare in azione da un istante all’altro. Lo stress prolungato provoca cambiamenti fisici nel cervello e nel corpo. La fatica, l’ansietà, la depressione, i disturbi del sonno, sono causati da malfunzionamenti chimici del cervello. Lo stress protratto nel tempo può quindi causare danni fisici. Sostanze messaggere come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina sono tra le principali sostanze chimiche che iniziano a funzionare male. I primi indizi che devono suonare come campanelli d’allarme sono stanchezza, irritabilità, vuoti di memoria e calo della libido. E se la situazione si protrae, ecco che arrivano a ruota disturbi organici come cefalee, problemi gastroenterici, palpitazioni, pruriti e dermatiti, mentre diventa molto più facile contrarre le malattie. Ma non tutti sanno che le persone molto stressate rischiano un invecchiamento precoce del proprio organismo, oltre che dell’aspetto, a causa della maggior produzione di radicali liberi. Chiaro che ciascuno di noi reagisce in maniera diversa allo stress, anche se una vita sociale e affettiva ricca e soddisfacente e la capacità di “pensare positivo” sono armi importanti per fronteggiare questo insidioso nemico. Non scordiamo che c’è una soglia oltre la quale lo stress diventa cronico e l’organismo non riesce più a disattivarsi, anche dopo che è passato l’evento che ha scatenato lo stress. Quando ansia e impegni prendono il sopravvento il nostro corpo comincia ad inviare segnali molto chiari ed eloquenti chiedendo di rallentare. A volte però non vogliamo o possiamo coglierli. E la nostra salute rischia di risentirne davvero parecchio. Lo stress è stato scoperto nel 1936 dal medico ungherese Hans Seyle che, effettuando esperimenti sui ratti presso un’università canadese, scoprì quasi per caso lo stress. Secondo i ricercatori della Stanford University l’uomo e i primati condividono la tendenza a soffrire di malattie da stress di più degli altri animali.
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