Dopo la malinconia sfuggente, al cinema, della regina di Stephen Frears, durante la proclamazione fastosa del regno della prima Elisabetta (che segue ad altre versioni cinematografiche di successo), arriva Alan Bennet a rimettere in gioco una delle figure più amate e mute cui la cronaca si sia assiduamente dedicata. Elisabetta II, del tutto casualmente, si imbatte, durante un ricevimento ufficiale, in un oscuro riferimento a un ancora più oscuro scrittore, Jean Genet. Da questo incidente prende le mosse la parabola della regina-lettrice che, dopo un primo assaggio di rosa – la Nancy Mitford di Inseguendo l’amore e L’amore in climi freddi – diventa prigioniera, di gradino in gradino (allora Ackerley, Brookner, Mc Ewan e Tait Black, Byatt…), sempre più smaliziata nei gusti e raffinata nelle scelte, della sottile, autogenerantesi, ragnatela prodotta dalla letteratura. Alan Bennet, ancora una volta, mette in scena una figura eccentrica, che guarda alla morte e alla vita con piglio risoluto tanto da cambiare il proprio destino. In questo caso neppure sua maestà può sfuggire all’assedio stringente della lettura, da una dipendenza che non conosce cure.
Autore: Alan Bennet
Titolo: La sovrana lettrice
Editore: Adelphi
Pagine: 95
Prezzo: € 12,00


