La vera storia di Barbara, ragazza di bassa estrazione sociale che sposa il magnate Brooks Baekeland, aitante erede della fortuna accumulata dal padre, Leo, inventore della bakelite. Barbara è bella, rossa e carismatica, ma disperatamente inadeguata alla classe sociale e al mondo del marito. La nascita dell’unico figlio della coppia, Tony, rischia di compromettere il precario equilibrio di questa unione di estremi. Crescendo, il ragazzo si sente un fallimento agli occhi del padre e sviluppa un rapporto sempre più simbiotico e morboso con la madre, che getterà le basi di una tragedia di spettacolare efferatezza e decadenza.
Un dramma un po’ morboso, che vorrebbe esplorare gli angoli bui delle famiglie “disadattate” di oggi, scadendo però a volte solo nel sensazionale. Persino Julianne Moore, di solito a suo agio in personaggi non convenzionali, se non addirittura border line, qui a volte appare imbarazzata. Forse perchè, per un soggetto così, serviva la mano di un regista più sofisticato di Tom Kalin.
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