Jamal è uno psicanalista che vive da solo a Londra. E’ separato, ha un figlio che adora, una sorella difficile e un caro amico che in età avanzata scopre le gioie del sesso non convenzionale. Ha molti ricordi, diverse avventure da raccontare, ma soprattutto ha un segreto che lo tormenta da decenni: il peso di un omicidio, tragicamente legato alla scomparsa del suo primo amore, Ajita. Ecco allora che ciò che è stato ritorna prepotentemente a cercarlo e a metterlo di fronte a una scelta, a una possibilità di riscatto. Hanif Kureishi torna con un affresco che parte dagli anni Settanta e arriva, fra droghe e cultura pop, fino ai turbamenti della Londra moderna. Se il suo romanzo d’esordio, “Il Buddha delle periferie”, lo aveva consacrato come uno dei più coraggiosi e provocatori autori contemporanei, con questo ultimo lavoro Kureishi si conferma una delle voci più ironiche e pungenti dei nostri tempi. La miscellanea è l’elemento più caratteristico della sua scrittura, un misto tra creazione artistica e argomenti ben radicati nella realtà, critica sociale e profondità psicologica, intrigo e sentimenti. Il meticciato, che scaturisce senz’altro dal suo essere un anglo-pakistano cresciuto in una Londra multietnica, fa della sua opera un affresco tagliente e dissacrante della società occidentale cui appartiene, ma rispetto alla quale non può che sentirsi estraneo. Un libro carico di ironia e di amarezza, un ritratto impietoso del mondo contemporaneo e delle sue contraddizioni, ma anche una lenta immersione tra i sentimenti e le paure umane.


