Un musical ambientato su un’isola greca, con una trama esile esile che narra di una giovane sposa alla ricerca del vero padre tra i tre che, contemporaneamente, avevano avuto una storia con la madre, a suo tempo piuttosto “libera”, il tutto scandito dalle canzoni degli ABBA. Pensare che questo mix ultrapop sia divenuto, dopo l’esordio a Londra del 1999, il più grande successo teatrale degli ultimi decenni, con oltre 30 milioni di spettatori, stupisce solo coloro che ancora non lo abbiano visto dal vivo, a Londra come a New York. Dallo spettacolo teatrale arriva ora la riduzione cinematografica, diretta da Phyllida Lloyd, regista della versione newyorkese della pièce e interpretata, nel ruolo centrale della madre bohèmienne, dalla grande Meryl Streep. Che c’entra la Streep col canto, direte voi? Beh, andate a vedere il film e vi renderete conto che non solo canta bene, ma, come tutte le vere attrici, attratte dalla pazzia del recitare più che dalla piega dei capelli o dall’appropriatezza dei costumi, si è gettata anima e corpo nei balletti, nelle corse, nella rutilante frenesia che caratterizza il copione. E’ lei il vero piatto forte del film che, come dicevamo, si basa su di una trama semplice semplice: la giovane Sophie (Amanda Seyfried), cresciuta su un’isola greca con la madre Donna (la Streep), alla vigilia delle nozze con Sky (Dominic Cooper) spedisce di nascosto gli inviti ai suoi potenziali padri, un uomo d’affari (Pierce Brosnan), un timido bancario (Colin Firth) e un avventuriero (Stellan Skarsgard), intenzionata com’è a scoprire chi sia il suo vero genitore. L’arrivo sull’isola dei tre, insieme alle amiche di gioventù della madre, scatenerà una ridda di equivoci divertentissimi prima dello scioglimento finale. Se il film non si fa notare né per l’originalità della regia, né per la particolarità di coreografie e costumi, brilla invece per le prove di tutti gli attori, che con palese divertimento si sono gettati senza rete in un’impresa lontana dalle loro precedenti esperienze. Di grande intrattenimento, ma non è una novità, le canzoni facili facili ma davvero senza tempo degli ABBA, che ti entrano dentro e non ti mollano un istante. Su tutto, però, dominano la naturalezza, la contagiosa pazzia, il talento camaleontico di Meryl Streep, una che, come sostiene David Letterman che l’ha ospitata nel suo show per il lancio americano del film, “ogni volta che appare sullo schermo ci fa capire cosa significhi recitare”. Anche in imbarazzanti tutine di spandex come in questo caso.
In programmazione a Modena al Michelangelo, a Carpi al Corso.



Io non ho visto il film ma mi è stato detto che è molto bello e soprattutto la colonna sonora con le canzoni degli Abba.