Giugno, a Modena. Una sera afosa, densa di sudore, di voci, di finestre spalancate sul buio. In una canonica otto persone si sono riunite sotto la direzione di un prete autorevole e ambiguo per discutere della sagra parrocchiale. Alla fine, mentre tutti se ne vanno, uno di loro chiede di restare. Nel silenzio della notte, parla da solo col prete; si confessa, forse. E quella notte stessa viene ucciso. Il commissario Cataldo, incaricato delle indagini, si accorge quasi subito di essere capitato in un ginepraio. Perché tutti, in quel consiglio parrocchiale, hanno qualcosa da nascondere. “Senza rimorso” segna il ritorno al mistery del modenese Guicciardi, interessato, in questa nuova avventura del commissario Cataldo, tanto all’intrigo giallo quanto all’approfondimento del lato umano del suo personaggio, del quale, piano piano, scopriamo un privato intenso e ricco di novità. Una storia complessa ma non incomprensibile, uno stile asciutto e pragmatico che non rinuncia allo scavo psicologico: Guicciardi sa come si scrive un giallo e ogni volta ce lo dimostra.


