
A scuola amavo Leopardi, lo capivo e nel mio piccolo sentivo quell’impossibilita’ di felicita’ esistenziale. Non mi vergogno a dirlo , pensavo all’assoluto……gia’ a 15 anni sulle spiaggie della Sardegna, mi annoiavo guardavo il mare e pensava a “un senso?”
Ho sofferto leggendo Leopardi, l’ho capito, mi si stringeva il cuore a pensare ad un animo di tale levatura che sognava l’amore di una donna, amore che probabilmente gli era negato dalla famiglia , e dal rachitismo. Un animo immenso in un corpo sgraziato e deformato, un uomo che ne valeva mille ma che non poteva avere un bacio.
Invece a scuola quando si parlava di Leopardi si parlava “dello sfigato”, di quello che portava sfiga……..finche’ ho potuto ho bastonato chi diceva queste cose. Teste vuote (ma in che mondo vivo?).
Gia’ per una persona normale nascere rachitica e’ una disgrazia, figuriamoci per uno con sentimenti cosi’ forti. E veniva preso in giro perche’ parlava di pessimismo cosmico e di natura “matrigna”……………per favore, mi sa che il mondo reale e’ quello di Leopardi altro che “dio che sballo quelle scarpe di Prada…….”

Premetto che anche a me piaceva molto Leopardi..anche se i miei preferiti erano altri.
Il prblema Alfredo è che i tempi sono un po’ cambiati rispetto all’Ottocento!!!
Era considerato uno sfigato perchè obiettivamente aveva un po’ di sfiga addosso!! Rachitico, la malattia agli occhi anche per il troppo studio (cosa che a me non è mai successa..ahahah), l’ineluttabilità del dolore, la vanità della speranza ecc, ecc..diciamo che non era proprio lo specchio della felicità!!
Il mondo comunque non è che va nella stessa direzione delle scarpe di Prada..però è cambiato.
ah e’ cambiatissimo, in Africa, meta’ europa russia, meta’ asia, sud america, vivono proprio alla grande, parte la guerra, le malattie e la fame…ora si che si vive bene.
anche qui c’e’ un sacco di gente gravemente malata, io ne conosco parecchi, quindi la minoranza siete “voi” non quelli come me Leopardi e c. il Club degli Sfigati di cui sono onorato e spero di far sempre parte, e sto parlando molto seriamente.
vallo a dire a quelli con la distrofia muscolare allo stadio terminale che “sono un po’ sfigati”
Non vivo fuori dal mondo e so benissimo cosa succede al di fuori..ma ciò non toglie che io sia felice per quello che ho. Non vuol dire che io me ne freghi dei problemi altrui, anzi! Io nel mio piccolo guardo anche le cose belle che succedono, non solo quelle brutte, altrimenti sarei sempre infelice! Poi ognuno ha le sue sofferenze, chi più e chi meno. Io intendo sfigato nel senso che non gli era capitata una vita semplice come capita anche ad altre persone…nel “senso buono” del termine (passami la frase per favore..)