Di Luciano Montanari*
Quando piu’ grigia, quando piu’ vicina
sento gravare triste la realta’,
quando una ferrea mano mi trascina
senza mai sosta, senza mai pieta’
e un tetro, plumbeo vel soffoca il giorno
mentre una fosca nebbia nel cor sta,
ecco apparire d’improvviso intorno,
come in un sogno, la felicita’.
Non visione ineffaile, non grato
concento ne’ mirabile belta’;
non dolce sentimento , non afflato
che turba il senso o la cupidita’;
ma dello spirto un folgorante moto,
un ardente richiamo , una realta’
un’attesa struggente dell’ignoto
regno che incombe sull’Umanita’.
*Luciano Montanari e’ il marito di mia mamma
