Fidanzato in affitto

Fidanzato in affitto
Un estratto dal romanzo chick-lit Fidanzato in affitto di Eliselle: per divertirsi dentro e fuori il mondo di schiavi e padrone insieme a Cristal, una ragazza semplice e timida che attraverso situazioni a volte assurde, a volte grottesche, scopre di possedere una grinta che non immaginava di avere.

cover_fidanzato«Ciao bellezza, ti vedo triste, vuoi che ti sculacci un po’?».

Guardo l’energumeno con la maschera in pelle da boia che gli copre tutta la faccia e accenno un no senza esitazioni. Chissà perché è venuto da me, avrà visto la mia espressione da cane bastonato e si sarà sentito in dovere di darmi un po’ di attenzione: per quanto mi riguarda, di sculacciate ne ho prese già troppe da piccola e mi sono bastate.
«Grazie lo stesso, sarà per la prossima!».
«Come vuoi tu, bellezza, buona serata».
Nonostante la mole, l’uomo scompare nel nulla così com’è apparso.
Sarà il buio del locale, sarà l’atmosfera, sarà che sono a pezzi ma io non ci sto davvero capendo niente, stasera. Col mio bicchiere in mano vago qua e là un po’ impacciata senza sapere che fare. Spettacoli con le corde, con la cera, coi piedi, coi frustini, io che faccio lo slalom nel mio abito nero di maglia stretto con una cordicella di raso tono su tono in vita, un elemento che quando sono partita da casa stasera mi sembrava così fetish. Certo, come no: mi ero completamente dimenticata delle feste che organizza Morgana.
Qui sono tutti in latex, pelle, pvc, portano corsetti, stringhe, stringivita, completi intimi a vista, gonnelline di tulle a balze, reggicalze e calze a rete, sandali o stivali con quindici centimetri di tacco, e le ragazze sono tutte così trementamente sexyche io, a confronto, con questa roba addosso sembro suor Maria dell’Ordine delle Disperse che ha perduto la bussola per il convento e s’è trovata qui per caso. E sempre per caso l’hanno lasciata entrare.
Morgana, il mio lasciapassare, è scomparsa con la sua ragazza. Eva, una sventola bionda alta un metro e ottanta dai tratti nordici, bellissima. Certo che quelle due sono assortite davvero bene.
«Ehi!».
Mi giro. Accanto a me è comparso misteriosamente un ragazzetto che avrà su per giù diciotto anni. Che diavolo ci fa qua, e soprattutto com’è riuscito ad avvicinarsi senza che io me ne accorgessi, mi risulta ostico da capire. Possibile che non riesco a vedere come si muove la gente in questo posto?
«Ehi», rispondo incerta.
«Sei una slave?».
Ma dico, do l’aria di essere una slave io? Sarà stato appena svezzato, che diamine ne vorrà sapere lui di queste cose? Voglio dire, ho venticinque anni, tra noi c’è un abisso, gli anni che ci dividono dovrebbero fare la differenza, no?
«No».
«Allora sei una domina?».
Uffa che stress! Ci mancava pure il rompicoglioni, stasera!
«No».
«Né l’una né l’altra?»
«Esatto».
«E cosa sei allora?»
«Non sono niente! Fila via!».
Col terrore negli occhi, il ragazzetto gira i tacchi e se ne va più veloce della luce.
Slave, mistress, master, domine, padroni, padrone, tutti termini di cui so giusto il significato, quel tanto che mi serve per capire che non fanno parte della mia filosofia di vita. Ma dove cazzo è finita Morgana?! Annego nella mia coca cola. Ho sentito dire che se ne bevi un bicchiere al giorno, ingrassi nove chili l’anno, e forse dovrei lasciare stare visto che non sono in gran forma.
«Cristal!».
«Eva! Dov’è la tua ragazza?»
«Non lo so… speravo me lo dicessi tu».
Morgana ha piantato da sola pure Eva. Andiamo bene.
«Non so dove sia, mi spiace».
«Arriverà».
Sembra così serena. Come ci riesca, solo il cielo lo sa. C’è una bella differenza tra lei e me, che non mi ricordo nemmeno quando ho iniziato a ciondolare e a perdere di vista la mia vita. Se ripercorro con la memoria gli ultimi anni, mi pare tutto un groviglio senza senso. Soprattutto dopo gli ultimi accadimenti.
«Ti stai divertendo Cristal?»
«Be’, a parte un quasi minorenne che voleva conoscere i miei gusti sadomaso, un orco che mi ha chiesto se volevo essere sculacciata, una dominatrice che cercava una schiava per leccarle gli stivali e il sosia di Marilyn Manson che mi ha implorato di fargli un’ispezione anale, sì, mi sto divertendo».
Eva si mette a ridere.
«Non ti preoccupare, sono tutti tranquilli, lo sai».
«Certo, sì, ma fidati: questo è l’ultimo dei miei problemi. Devo recuperare 9.683,50 euro entro sessanta giorni o dovrò fuggire dall’Italia e rifugiarmi su di un’isola sperduta dove nessuno possa rintracciarmi, e starci per il resto della mia vita. Senza contare poi che sono stata mollata senza appello, e questo ha dato il colpo di grazia alla mia già traballante autostima».
Eva mi guarda senza capire.
«Non ti ha detto niente Morgana?»
«No, niente».
Chissà di che parlano quando stanno insieme, queste due. Se non spettegolano nemmeno sulle rispettive amiche, che si diranno mai? Le spiego in breve tutto quanto, con lei che mi guarda inorridita, senza sapere che dire.
«E adesso?», riesce a dire alla fine.
«Adesso spero di vincere la lotteria oppure cerco un modo alternativo per risolvere questa situazione. Considerando che alla lotteria non gioco mai, sono costretta a trovare un’altra soluzione…».
Cambio di guardia alla consolle con un nuovo dj, e la musica goth diventa sempre più alta. Non ci si sta, meglio chiedere a Eva se possiamo spostarci in un luogo più tranquillo mentre aspettiamo Morgana.
Eva è così seria e pensierosa che mi preoccupa.
«Ho detto qualcosa che non va?»
«Assolutamente no».
Eppure sembra strana.
«Sicura?»
«Sì, è che forse… forse ho una soluzione da proporti».
«Dici sul serio?!».
Oddio, non sarà mica qualcosa legato alle performance fetish, eh? Non voglio ritrovarmi legata e sanguinante, appesa alle corde, nelle mani di qualche sadico torturatore. Nemmeno per diecimilaeuro a evento.
«Sì, mi pare fatta apposta per te».
«Non è una cosa, come dire, fuori dalla mia portata vero?»
«Assolutamente no. Prima però devo chiedere un parere alla mia lady. Vieni con me, forse so dove si trova adesso».
Mi prende per mano e mi trascina in mezzo alle persone fendendo la folla con naturalezza, facendosi largo come Mosè con le acque del Mar Rosso. Li vedo ipnotizzati, uomini e donne, che si spostano e la guardano passare rimanendo a bocca aperta, ammirati davanti alle sue forme perfette, strizzate in un corsetto rosso fuoco con le stringhe nere e un paio di mutandine quasi invisibili che non lasciano davvero niente all’immaginazione. Se io fossi stata così, Max mi avrebbe lasciato lo stesso? Mentre me lo chiedo, Eva scompare ingoiata da una porta scura, e mi tira dentro con sé.
Estratto da Fidanzato in affitto di Eliselle, Newton Compton, 2008, euro 9,90

Cristal è una ragazza come tante: iscritta a tempo perso a Giurisprudenza (più per volere dei genitori che suo), lavora saltuariamente come copywriter ed è devotamente fidanzata da due anni con Max, nei confronti del quale si dimostra sempre ubbidiente e sottomessa. Già questo basterebbe a far sentire Cristal una fallita, ma la situazione precipita quando Max la porta a cena nel ristorante più chic della città per dirle che… vuole lasciarla. La reazione della ragazza alla notizia è spropositata: sotto i fumi dell’alcol prima aggredisce un cameriere e poi da fuoco al locale causando danni che lei non potrà mai risarcire… Proprio quando sembra che la vita di Cristal sia andata definitivamente a rotoli, Morgana, una vecchia amica lesbica che frequenta ambienti sadomaso, le suggerisce una soluzione: Cristal ha bisogno di uno schiavo, una persona che goda nell’essere maltrattata e nel ricevere ordini senza pretendere nulla in cambio. Dopo un’iniziale titubanza, Cristal decide di tentare il tutto per tutto e risponde a un annuncio che sembra fare al caso suo: “Cerco disperatamente una padrona per servirla come suo schiavo… Adorazione senza limiti né remore”. In effetti Dorian, il ragazzo dell’annuncio, sembra perfetto nel ruolo: paga l’affitto, fa le pulizie, la spesa, ma soprattutto le permette di sfoderare un’indole aggressiva di cui Cristal non sospettava neanche l’esistenza… e le sorprendenti conseguenze non si faranno attendere.

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5 Responses to “Fidanzato in affitto” Subscribe

  1. Chiara 18 maggio 2009 at 16:52 #

    Molto molto molto curiosa di leggerlo..è un po’ fuori dal mio genere di letture, ma dalle righe che ho letto..non dev’essere niente male!

  2. Eliselle 18 maggio 2009 at 17:43 #

    Lieta che ti abbia incuriosito, Chiara. Mi farai sapere che ne pensi? :grin:

  3. giorgi 19 maggio 2009 at 18:08 #

    veramente intrigante.. complimenti per il tipo di scrittura molto chiaro ed immediato, leggendolo mi sono fatta il film dell’ambiente, brava Eliselle benvenuta in famiglia!

  4. lilli 20 maggio 2009 at 00:21 #

    Wow! Eliselle che bell’ospite d’onore! I miei piu’ sinceri complimenti, mi piace un sacco come scrivi ed il tuo sarcasmo! E’ in vendita in tutte le librerie di Modena? Se ti va, prova a leggere “strani rumori” un mio baby racconto… (Dentro la Stanza di Lidia). Ma ho letto su Fb alcune tue note… il tuo mondo mi incuriosisce! Srivi da quando sei ragazzina… Ma quanti anni hai?

  5. Eliselle 20 maggio 2009 at 08:50 #

    grazie ^_^
    sì, il romanzo si trova davvero ovunque
    ho 31 anni lilli, ti leggerò :)

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