All’inizio degli anni sessanta, Ferruccio Lamborghini, titolare dell’omonima fabbrica di macchinari agricoli, aveva “osato” sottoporre a Enzo Ferrari alcune critiche sul cambio e sul differenziale della sua Ferrari 250 GT, alle quali il “patron” della Casa di Maranello aveva seccamente risposto: “Che vuol saperne di macchine lei che guida trattori”.
Per reazione a questa risposta il focoso Ferruccio decise d’affiancare alla produzione di trattori quella di automobili gran turismo, in grado di far concorrenza alle Ferrari. Dato che l’obiettivo di Lamborghini era quello di costruire “Un’automobile perfetta anche se non particolarmente rivoluzionaria”, si circondò di tecnici d’alto valore, come Giotto Bizzarrini (ex Ferrari). Proprio Bizzarrini progettò un nuovo motore V12 con 2 alberi a camme in testa per bancata di 3,5 litri da 360cv ed un nuovo telaio tubolare con sospensioni a 4 ruote indipendenti.
Dopo la presentazione del prototipo 350 GTV,si decise per la produzione di serie anche se con modifiche importanti: la 350 GTV venne resa meno estrema dalla carrozzeria Touring (cui venne affidato lo sviluppo), ridisegnando il frontale (che aveva suscitato parecchie critiche), la coda (parzialmente) e gli interni.
Il motore sempre V12 di 3484cc, venne addolcito (320cv), attraverso l’adozione di alberi a camme dal profilo meno “spinto”, della lubrificazione tradizionale (anziché a carter secco) e di 6 carburatori Weber più piccoli.
Il quadro tecnico era compilato dai 4 freni a disco e dal cambio manuale a 5 rapporti. Raffinati (interni in pelle, volante in legno) e comodi anche gli interni. Dell’assemblaggio della nuova coupé Lamborghini 350 GT, lanciata al Salone dell’Automobile di Ginevra (marzo 1964), s’occupava la Touring di Milano, adottando la celebre struttura Superleggera. Nel 1965 venne presentata anche la versione 2+2, dotata di padiglione rialzato e allungato.
L’anno successivo la 350 GT cedette il posto alla sua evoluzione 400 GT. Ne sono stati costruiti 120 esemplari.




