
Chi nonha mai fatto una vasca il sabato pomeriggio in via Emilia Centro? Passano gli anni, le facce, i look e anche le abitudini, ma la consuetudine delle vasche quella no. Ne ho fatta una involontariamente in bici l’altro giorno anche se per la verita’ le vere vasche erano invernali.
Ai miei tempi ci si andava per farsi vedere e per cercare lo sguardo di qualche bella fanciulla. Si iniziava con le scuole nel periodo settembre/ottobre, quando cambiava stagione , l’aria diventava frizzante e le vetrine dei negozi si riempivano di capi invernali. Per quelli della mia eta’ era ancora il tempo dei paninari….era sul finire, ma : Mr. Robby, Sisley, Made in Europe, erno alcuni tra i must. Ah…anche Di Varese, o i negozi di scarpe dove vendevano le Timberland e poi tutti quegli splendidi maglioni fatti di tante strisce sottili di colori diversi (ne ho buttato via uno la settimana scorsa), e i Levi’s, i cardigan, i Ray Ban…..Tutte cose piuttosto costose ma rispetto al periodo vero e proprio dei “panozzi” tutto sommato accessibili. Discorso a parte per i fortunati che potevano permettersi uno Schott (800.000 lire?) o ancora meglio quel giubbotto di pelle sbiadita con dietro la scritta “Glenn Miller’s Band (ancora piu’ costoso).
C’era l’Italy and Italy (il, pizzotto) che poi divenne Burghy, e tante tante ragazze tue coetanee che erano li per lo stesso motivo. Era una vetrina, un indice di popolarita’ anche a seconda di quanta gente ti salutava o salutavi, erano le prime uscite, le prime volte che non ti sentivi piu’ un bambino, e c’era una certa emozione anche se per la verita’ (almeno a noi ) non accadeva mai niente, si girava si guardava (tanto) , ma quasi mai le fanciulle ricambiavano gli sguardi e a fine pomeriggio quando tornavi a prendere la bicicletta o il motorino sinceramente c’era anche un po’ di “scazzo” e di delusione. Almeno da parte mia.
