S i chiama “Maison d’ Envie” ed il suo proprietario, Thomas Goetz, per fronteggiare il problema dell’inquinamento e della recessione economica, ha pensato bene di offrire uno sconto ai clienti che raggiungono la casa d’appuntamento in bici o con i mezzi pubblici.
La riduzione della tariffa è di 5 € ma chiaramente il cliente deve mostrare la bici o il biglietto dell’ autobus per beneficiare dello sconto.
A quanto pare la strada dov’è ubicata la casa di tolleranza ha avuto una notevole diminuzione di traffico con conseguente calo di smog.
Certo sembra strano che una proposta del genere venga da una persona che, visti i suoi interessi, non è che si faccia troppi scrupoli. Dobbiamo dire comunque che la Germania è tra le poche nazioni al mondo dove la prostituzione è legale, le operatrici sono censite ( sono 400.000), lavorano con contratto e pagano le tasse. Chiaramente ci si auspica sempre che il mestiere più antico del mondo non si pratichi più e non certo per una questione di moralismo ipocrita, ma per una dignità della condizione della donna, però in Italia la riapertura delle case di appuntamento significherebbe togliere schiave al mercato della prostituzione, una maggiore sicurezza dal punto di vista sanitario, l’abolizione dello sfruttamento, la consapevolezza di una scelta e non l’obbligo, il quasi azzeramento del rischio di “incontri” pericolosi e il giusto versamento di contributi allo Stato come una qualsiasi attività svolta appunto per una scelta consapevole e non forzata.
Fonte:www.libero.it
da Lilli: A noi Modenesi le conclusioni…![]()

Lilly, giustissime tutte le tue osservazioni sul fatto che le case d’appuntamenti tutelerebbero le donne che, mi auguro, per libera scelta fanno il mestiere più antico del mondo.
Sone scelte di vita e poichè sono sicuramente lavoratrici giusto che abbiano un loro inqudramento e che possano avere regolare partita iva o contratto d’assunzione del settore.
Via dalle strade, dalle condizioni igieniche pericolose e via da coloro che sfruttano queste donne. La libertà di fare una scelta ,che comunque rispetti gli altri, deve sempre essere proclamata e anche il ” vivi e lascia vivere” e ” non giudicare” è sempre da tenere presente.
Sono d’accordo le case d’appuntamento sarebbero la giusta cosa sia per un inquardranmento di legge sia per un punto di vista igenico sanitario.