Inizia oggi il Ramadan, il mese sacro di digiuno e di astinenza per i musulmani. Un precetto religioso che può comportare problemi seri specie per i lavoratori stranieri stagionali impegnati in questi giorni con temperature alle stelle a raccogliere frutta e verdura nei campi. Il ramadan infatti prevede il digiuno da cibo e acqua fino al tramonto. I musulmani possono mangiare e bere solo con il calar del sole. Il digiuno durante questi 30 giorni costituisce il terzo dei cinque pilastri dell’Islam e lo scopo è quello della purificazione da tutto quello che è corrotto e corruttibile.
Il Ramadan, la parola in arabo significa “mese caldo”, quest’anno metterà a dura prova i lavoratori, visto che il nono mese dell’anno cade in agosto (l’anno scorso era settembre). Nonostante il gran caldo, infatti, braccianti e operai non potranno toccare un goccio d’acqua, secondo la religione islamica, durante le ore di lavoro. Così la Coldiretti ed altre associazioni agricole sono intervenute minacciando alcuni lavoratori musulmani di licenziamento se non avessero consumato acqua durante le ore di lavoro.
“Come si fa- si legge in una nota di Coldiretti- a sopportare una giornata di lavoro nei campi a raccogliere meloni e cocomeri senza bere un po’ di acqua?”
In tutta risposta interviene Ben Mehel, vice presidente della comunità islamica di Modena che afferma che la Coldiretti provoca in modo assurdo e ingiusto. “Il nostro – dichiara Mehel_ è un precetto religioso che va osservato rigorosamente” Del resto continua i musulmani riescono comunque a digiunare e lavorare, perché durante il Ramadan si cerca la forza dentro di sé e ci si aggrappa alla fede per rinunciare ai normali pasti quotidiani. Una forza di volontà che va oltre il bisogno di cibo e acqua.” Infine conclude noi proveniamo da paesi molto caldi e alle alte temperature siamo abituati
