A Modena sono tornati a soffiare venti di rivolta sulla B.P.E.Romagna. Se e’ vero infatti che l’offensiva di Gianpiero Samori’ e della sua Modena Capitale volta a rinnovare la governance dell’istituto, e’ stata rintuzzata per ben due volte, gli equilibri al vertice e nell’azionariato della popolare modenese sembrano non essersi ancora stabilizzati.
Secondo Milano Finanza, con la decisione di Borsa Italiana di eliminare l’Expandi, il titolo della popolare modenese, ora trattato sul Mercato telematico, e’ entrato di diritto nell’indice Dow Jones Stoxx 600 e di conseguenza anche nel portafoglio di quegli investitori istituzionali che prima si tenevano lontani da un mercato poco liquido come l’Expandi.
Tutto cio’ ha messo di fronte il vertice della Bper ad una nuova sfida: offrire un’adeguata rappresentanza agli investitori istituzionali nella governance della banca. Una sfida che, almeno a giudicare da quanto dichiarato in una recente intervista, sembra essere stata colta a pieno dall’a.d. Fabrizio Viola, che in un’intervista ha annunciato che la riforma della governance arrivera’ in concomitanza con l’adeguamento dello statuto alle disposizioni sul governo societario predisposte dalla Banca d’Italia.
Dietro le parole con cui Viola ha manifestato la volonta’ di aprire la governance agli investitori istituzionali c’e’ chi vede proprio la mano del governatore Mario Draghi. E in effetti, secondo quanto risulta a Milano Finanza, a cavallo dell’estate la Banca d’Italia avrebbe informalmente invitato il vertice della Bper a definire nuove modalita’ di nomina degli organi sociali che assicurino una maggiore rappresentanza delle diverse componenti della base sociale, nonche’ ad ampliare le possibilita’ di delega in assemblea.
Le condizioni per arrivare a un cambiamento della governance ci sono tutte, ma molto dipendera’ dalla piega che prenderanno i rapporti tra il presidente Guido Leoni e Viola. Red
