
Con l’apertura delle scuole subito ritardi su molte linee; sono infuriati gli autisti Atcm, che da lunedì scorso attuano la rivoluzione del trasporto pubblico modenese, che in pratica, si sta rivelando un disastro.
Ora annunciano mobilitazioni anche le rappresentanze sindacali e il Comitato utenti, che proprio ieri pomeriggio si sono riuniti definendo “un bluff” la rivoluzione introdotta sia sul servizio che sull’organizzazione dei turni, decisi senza alcun confronto preventivo con gli attori principali e le rappresentanze sindacali.
A questo punto Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugltrasporti e Comitato Utenti trasporto pubblico modenese chiedono un tavolo urgente con Agenzia Amo, Azienda Atcm e Comune per avere quel confronto diretto che non si è mai avuto. Tanta la rabbia ieri degli utenti rimasti sotto la pioggia ad attendere corse in ritardo. Forti malumori anche tra i veri protagonisti del cambiamento, gli autisti, che ieri mattina ci hanno raccontato come è andata la prima settimana con i nuovi orari: «Noi siamo partiti con le migliori intenzioni – ci racconta un autista che attende di prendere servizio sulla linea 9 delle 11.55, che arriverà poi alle 12.25 – ma chi ha fatto i nuovi orari forse non vive a Modena. Questi non sono orari studiati, frutto di una verifica sul campo; queste sono tabelle di marcia impossibili da rispettare, le soste al capolinea sono al massimo di due minuti, non abbiamo neanche il tempo di andare in bagno».
Il problema più grande rimane quello del disservizio agli utenti, che ovviamente si lamentano con gli autisti. «Da qualche giorno che lavoriamo a suon di insulti» commentano due dipendenti Atcm. «Alla rabbia per i ritardi si unisce quella dell’aumento del biglietto. Non tanto per i cinque centesimi in più, ma per il fatto che le macchinette presenti sugli autobus non danno resto, e non tutti hanno i cinque centesimi in tasca. Inoltre, molti ancora non sanno dell’aumento dei cinque centesimi, mettono l’euro e mentre cercano le altre monetine, l’euro inserito si azzera. Insomma, un disastro per noi e per l’utenza. Questa situazione ci rammarica molto, perché noi non riusciamo a fare bene il nostro lavoro e gli utenti finiranno per scegliere altri mezzi di spostamento. Per non parlare dei nuovi turni di lavoro: uno prevede la guida ininterrotta per 7 ore e 10 minuti, prima erano al massimo di sei ore e mezza. Un altro, domenicale, inizia alle 7 e termina alle 20, intervallato da tre pause».
«Inoltre non ci sentiamo per niente tutelati dai nostri sindacati – prosegue ancora – infatti sono già più di settanta i colleghi che si sono cancellati dalle liste negli ultimi quindici giorni».
