I l pensiero va alle altre microaree,ai servizi e alle cose che (là) funzionano.E poi torna lì, alla fossa biologica perennemente piena,ai cavi della luce che scendono giù fino a entrare nel fosso e a tutto quello che non va.«Mica
vogliamo essere trattati come…Berlusconi – precisano- ci basterebbe avere
quello che hanno avuto gli altri nomadi».Perché di nomadi si tratta: più precisamente, quelli che vivono nella microarea di stradello Panaro, da ieri
in rivolta per una serie di malfunzionamenti denunciati da troppo tempo.Sei famiglie che vivono con le loro roulotte e i loro prefabbricati nello spiazzo ai margini di Modena Est,lavorando come giostrai. Il problema più evidente è
quello degli scarichi fognari: la microarea è servita da una fossa biologica collegata a due sole roulotte (escludendo così le altre quattro famiglie) e perennemente intasata.Il pensiero si sposta così
sulle altre microaree, quelle ‘più fortunate’come quelle di via Baccelliera a Lesignana dove le aree sono state attrezzate di tutto quello che serve,dai servizi igienici alle reti elettriche.I residennti chiedono solo di essere trattati come tutti gli altri.
