
MODA: GUCCI, COME E’ SEXY L’ IMBRACATURA DA PARACADUTE
Come sono sexy le imbracature del paracadute, le cinghie degli zaini da trekking, soprattutto se percorrono la schiena nuda delle giacche da sera, se segnano di metallo e cristalli la scollatura del tubino nero!Frida Giannini ha fatto un lavoro di tutto rispetto, originale, preciso, con un’idea forte e senza nessuna incertezza, quella che spesso spinge gli stilisti a toccare tanti temi per non sbagliare. Questa è una donna decisamente ‘body conscious’ dice la stilista romana, usando un’espressione che significa qualcosa di più dell’essere bella e magra.Vuol dire essere tonica e scattante, ma soprattutto consapevole di ogni parte del proprio corpo, quasi fosse uno strumento da usare, a fini di potere naturalmente. Frida stavolta non vuole parlare di immagini femminili di riferimento ma chi segue la passerella non può evitare di pensare a personaggi come Madonna, Demi Mooore e Sharon Stone nella nuova versione palestrata.Donne non necessariamente giovanissime, anzi, con una maturità grintosa che deve ‘reggere’ l’abito. E’ comunque molto Gucci questa nuova collezione, e anche un po’ Tom Ford (certi tagli e aperture sull’abito nero…), certamente è una proposta difficile ma insieme vendibile, molto identificante. L’adrenalina degli sport estremi è il nerbo della sfilata che riesce a unire la tradizione (i famosi morsetti Gucci, l’uso continuo dei pellami) con l’innovazione, le reti tecniche, il coccodrillo gommato, la fibra di carbonio, il tecno-crepe. Crolla il muro di separazione tra sport (in questo caso ‘estremo’) e corsetteria (in questo caso hi-tech e un po’ fetish). Tutto, dai tubini ai pantaloni e alle giacchine, è strutturato anatomicamente sul corpo con tagli e inserti, tutto é poi marchiato, segnato, da un preciso e prezioso uso di corde, chiusure a scatto, lacci metallici che si trasformano in rifiniture gioiello (anche con l’aiuto di swarovski per la sera) di sapore contemporaneo. A contrasto, la borsa-simbolo è la classica Bamboo Bag di fine Anni 40, un mito nella storia di Gucci, rivisitata con nuovi dettagli (la tracolla di catena che si aggiunge al manichetto di bamboo) e in materiali inusitati (coccodrillo gommato, pelle effetto pietra grigia e perfino neoprene impresso con il logo della doppia G). Il focus della collezione, comunque, è sulla schiena e sulle gambe che svettano anche da corti tubini ‘bifronte’, neri dietro e con stampe colorate di grafici motivi Ikat (quelli fiammati e nuvolati, usati dalle popolazioni asiatiche) sul davanti. Il tutto esibito su stivali ‘estivi’ a bondage con tacco 14 o su scarpe con caviglia legata come un garretto, per la gioia dei feticisti della moda.
