
L’argento è un metallo prezioso, lucente, molto duttile e poco ossidabile. E’ uno dei cosiddetti metalli nobili, insieme all’oro e al platino, e viene generalmente impiegato in lega con il rame e con l’oro.Vassoi, posate, piatti di portata, anfore, vasi per fiori, posacenere, portadolci e soprammobili abbelliscono la mensa e danno tono anche alla casa più semplice. Inoltre, più si usano e più diventano belli, assumendo quella sorta di patina che li impreziosisce e che, in realtà, non è altro che un fitto reticolo di sottili graffiature dovute all’uso e alla pulizia.La caratteristica fondamentale dei metalli nobili, e l’argento è certamente tra essi, è quella di non ossidarsi facilmente, questo però non vuol dire che sia inossidabile e noi lo sappiamo molto bene soprattutto quando dobbiamo lucidarlo. Tenete conto che per conservare al meglio e rendere sempre più bella la vostra argenteria non c’è metodo migliore di usarla abitualmente.
PULITURA:Lavate l’argenteria subito dopo l’uso in acqua calda e sapone o detersivo, sciacquatela, sempre in acqua calda, e asciugatela subito. Solo in questo modo si potranno risparmiare lucidature troppo frequenti.
LUCIDATURA. Se l’argento è ossidato il metodo migliore per lucidarlo è quello di usare gli appositi preparati liquidi, in pasta, in polvere o in feltri speciali imbevuti di sostanze detergenti, che si trovano in commercio.
CONSERVAZIONE. L’argento deve essere protetto dall’aria avvolgendo ogni pezzo in un panno morbido (le custodie per le posate si acquistano belle e pronte) o in fogli di carta velina nera. Non chiudete mai le custodie con un elastico, la gomma corroderebbe l’argento nonostante il fodero protettivo e i segni non scomparirebbero più.
Altri elementi dai quali dovete difendere la vostra argenteria sono: il sale da cucina, le uova, le olive, l’aceto, i succhi di frutta, i profumi e l’acqua di Colonia. Lo sono anche l’aria salmastra delle località marine, il gas, lo zolfo, le sostanze che si sviluppano dai gambi dei fiori quando cominciano a passire e dalla frutta guasta.
FONTE: www.bricoliamo.it
