D avanti al dottor Federico Maria Meriggi, giudice per le indagini preliminari, e al proprio legale, l’avvocato Andrea Stefani,Rocco Varanzano ieri in carcere ha parlato per la prima volta dopo le 20 ore di follia vissute tra giovedì e venerdì scorso.«Quando il maresciallo Angelucci è stato travolto e
ucciso a Foligno -ha ammesso ieri mattina il 41enne- c’ero io alla guida del suv rubato. Ma non volevo fare del male a nessuno,stavo solo cercando di fuggire dopo il furto d’auto e mi sono sentito braccato».Una dichiarazione spontanea che l’indagato – accusato di omicidio,furto e ricettazione per i fatti di Perugia, e di tentato omicidio,lesioni e resistenza a pubblico ufficiale per quelli modenesi – ha voluto rilasciare al gip,in vista della decisione sulla convalida dell’arresto. Ieri, però, il relativo provvedimento di Meriggi non è stato depositato e l’eventuale convalida arriverà solo questa mattina. Nel frattempo l’avvocato Stefani, oltre a riferire quanto dichiarato dal proprio cliente, ha anche spiegato che «Varanzano è tutt’ora sotto choc, sconvolto per ciò che è accaduto e non è ancora in grado di sostenere un vero e proprio interrogatorio. Quelle poche frasi sono state rilasciate al magistrato in modo
del tutto spontaneo».La vicenda,che ha investito Modena venerdì mattina intorno alle 11 con un inseguimento mozzafiato e una sparatoria per le vie della città, aveva avuto inizio nel primo pomeriggio di giovedì,quando il 41enne nel Perugino aveva sfondato un posto di blocco dei carabinieri al volante di una Ford Focus rubata a Cesena.La caccia all’uomo lo aveva poi portato ad abbandonare la vettura e a rubarne un’altra, la Bmw X5 con la quale in serata ha poi travolto e ucciso un maresciallo 36enne,presso un secondo posto di blocco.Poi la fuga nella notte verso Modena, il suv intercettato la mattina successiva in via Pelusia, il ferimento di un agente durante l’inseguimento e il capolinea in via Morane,grazie al lavoro della Volante.
