F ini rischia il fallimento e la proprietà del gruppo modenese studia un piano di salvataggio chiedendo soccorso alla Bper,principale creditrice per oltre 40 milioni di euro,volto a mettere a punto un piano di salvataggio.L’obiettivo sarebbe di trovare l’intesa con la Bper entro la fine di ottobre e cercare di varare un progetto industriale che comprenda anche l’apertura di un nuovo stabilimento a Modena.Sul tavolo del gruppo ci sarebbero diverse ipotesi. La prima è quella avanzata dalla banca:ovvero ripatrimonializzare la società attraverso la conversione dei crediti della banca fino a 12 milioni a patto che il socio di riferimento,Paladin,immetta nuovi mezzi mediante un aumento di capitale da 2 milioni.In alternativa a questa soluzione l’ipotesi di ricorrere ad un accordo di ristrutturazione del debito col sostegno del 60% dei creditori,che in questo caso sarebbero rappresentati proprio dall’istituto di credito. Un piano che finirebbe poi nelle mani del Tribunale fallimentare che dovrà esaminare l’eventuale omologazione. Situazione delicata.Anche gli amministratori della società hanno indicato ai revisori che «qualora la banca non fosse disponibile a convertire parte del credito» ai fini «della continuazione aziendale sarà necessaria l’immissione di nuova equity» da parte degli azionisti«per garantire un’adeguata patrimonializzazione». A questo si aggiunge lo stato di crisi dal punto di vista occupazionale,di cui abbiamo ampiamente riferito.
FONTE : L’informazione di Modena
