George, con Eli al settimo cielo

George, con Eli al settimo cielo

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Pronto a sfilare per la seconda volta su un red carpet in compagnia della bella Elisabetta Canalis, alla vigilia della presentazione di “Up in the air” al Festival di Roma, George Clooney  ironizza sul titolo del film, di cui è protagonista, sulle pagine de l’Espresso. “Ultimamente volo Alitalia e ho un copilota molto piacevole”.La sua love story con Eli quindi è davvero “up in the air” o al settimo cielo, come si usa dire. E la sua fama di scapolo d’oro potrebbe davvero finire a breve. Intanto il divo americano, non solo ha eletto il lago di Como come sua residenza ufficiale delle vacanze, ma in Italia, più precisamente in Abruzzo, sta anche girando un altro film “The American”. Insomma il Belpaese lo ha proprio conquistato e le sue abitanti anche.”Comprare la villa a Lario è stata la cosa più bella che mi sia capitata nella vita”, spiega Clooney nell’intervista al settimanale. “All’inizio ero intimorito. Non avevo mai fatto vacanze: prima perché ero disoccupato e non avevo soldi, poi perché lavoravo troppo. Così quando ho comprato la casa, per molti meno soldi di quanto valesse, devo confessare, ho cominciato ad andarci in ferie”, continua l’attore,”Oggi, ogni volta che vengo ci sono sempre 10-15 persone a cena: si chiacchiera, si beve, si fa tardi. E’ un gran bel modo di vivere. Peccato che non sappia ancora niente delle donne italiane… Sto scherzando, ovviamente. Comunque mi piace l’Italia. Mi piace osservare le persone che lavorano a casa mia, operai, falegnami: cantano mentre lavorano, si fermano a sorseggiare del buon vino, ridono dicendo cavolate. In America questo è impensabile”.Poi Clooney svela tutti i particolare del suo film abruzzese: “Si chiama ‘The American’. Lo stiamo girando in Abruzzo, nei luoghi colpiti dal terremoto. E’ basato su un libro intitolato ‘A very private gentleman’ di Martin Booth. Il libro lo conoscete. Racconta di un inglese, che vive in un paesino del Sud d’Italia e viene chiamato dagli abitanti Mr. Butterfly (signor Farfalla). La gente pensa infatti che l’uomo sia un innocuo pittore di farfalle, innamorato del sole e dei colori d’Italia. Invece si tratta di un trafficante d’armi, complice di assassini. Il film diretto da un regista olandese 44enne e di grande talento, Anton Corbijn trasforma quella storia in una sorta di western alla Sergio Leone. Io sono il killer e mi nascondo in un piccolo paesino in Abruzzo. Sono felice di poter aiutare questa terra, se non altro mettendo in risalto le sue bellezze in questo piccolo film”.

FONTE: www.tgcom.it

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