Pomposa, scontro fra i residenti

N ella “guerra dei decibel” alla Pomposa spunta una tregua. Che potrebbe però suonare come un ultimatum alla giunta.Nel pomeriggio di ieri negli uffici comunali di via Santi si è svolto un incontro ufficiale e chiarificatore durato un’ora e mezza tra un comitato di residenti rappresentato da Gianluca Cocchi (accompagnato da due legali) e gli assessori Marino, Sitta e Pini.Era presente anche il presidente della circoscrizione 1 Roberto Ricco.Sul tavolo la protesta dei cittadini esasperati da schiamazzi, bottiglie rotte,atti di vandalismo, episodidi spaccio, risse, automobili danneggiate soprattutto nelle ore serali.Tra le richieste ipotizzate dagli avvocati c’era quella di spingersi a richiedere la chiusura dei locali alle 22.30 e far causa al Comune per la violazione del regolamento sui limiti acustici. Ma nel faccia a faccia di ieri queste ipotesi non sono neanche state ventilate (saranno usate come misura estrema nel caso le cose non dovessero cambiare): «L’atteggiamento dell’ amministrazione ci è sembrato costruttivo – hanno sottolineato i legali – hanno assicurato l’intensificazione dell’impegno per la salvaguardia della quiete dei residenti».In primo luogo la presenza degli steward come in via Gallucci, quindi il potenziamento della presenza e dei controlli della Polizia municipale. «Sospensione, inoltre, per i locali che somministrano alcol ai minori di 16 anni e i ragazzini che rompono le bottiglie per terra dovranno vedersela con il papà…»:un riferimento all’annuncio del sindaco Giorgio Pighi di un’ordinanza che prevede una multa di 100 euro ai genitori dei minorenni che saranno sorpresi per strada ubriachi. «Diamo tempo fino alla fine di questo mese. Se la situazione non migliorerà,trarremo le nostreconseguenze». Controffensiva intanto di un’altra parte dei residenti
della Pomposa,che,invece, di limitazioni degli orari non vogliono neanche sentirne parlare.Uno dei titolari dello Juta music bar,uno dei locali di riferimento del quartiere,Rocco Bizzarri,riferisce di aver promosso una petizione al sindaco e di aver raccolto nel giro di due serate già un centinaio
di firme di chi abita in zona:«L’80% del nostro incasso lo facciamo nelle ultime tre ore della giornata.Chiudere alle 22.30 vorrebbe dire far morire la città e cancellare il lungo processo di rivitalizzazione di questi anni. Significherebbe fare migliaia di passi indietro e tornare a dieci anni fa quando
l’area era invivibile, insicura e abbandonata a se stessa». Del resto ci sono i cinesi alle porte: «Si sono presentati con una valigetta e si sono detti disponibili a rilevare il locale.Se passa la chiusura alle 22.30,cedo l’attività».

FONTE: L’informazione di Modena

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