<Chi proviene da luoghi senza semafori,che cosa si pretende che sappia di regole da usare sulle piste ciclabili? La prima cosa da fare è di mettersi dal suo punto di vista per chiedergli poi a buon diritto di entrare nel nostro>.
Così Gigliola Pivetti di «Alleanza per Carpi» spiega la proposta di avviare
«un ciclo di incontri sull’educazione stradale per stranieri». Secondo l’esponente della lista civica «a Carpi si parla troppo poco di convivenza tra nuovi immigrati e autoctoni,ma il tema va affrontato per non lasciare tutto al caso come si è fatto fino ad ora e questa dell’educazione stradale potrebbe essere un primo,minimo,poco costoso, simpatico,utile segnale al riguardo».
Dopo aver ricordato «i casi di mamme e bambini stranieri investiti sulle strisce pedonali da conducenti carpigiani» che si sono verificati in città, la Pivetti elenca però alcuni dati sugli incidenti minori.«Partiamo da un dato di fatto numerico: gli stranieri a Carpi sono circa il 12% della popolazione ma come pedoni, ciclisti, ciclomotoristi,automobilisti,sono protagonisti del 25% degli incidenti.Inoltre realizzano statisticamente circa il 70% di incidenti come autisti di autocarri,dato che prendono la patente in realtà molto diverse tra loro e diverse dalla nostra. Non rientra nemmeno nelle loro abitudini consolidate allacciare le cinture di sicurezza per i bambini in auto. Non siamo qui per parlare della loro abilità alla guida o dei loro riflessi,siamo qui per parlare di una cosa che la Giunta non fa e per segnalare la necessità di
una formazione all’uso dei veicoli e della strada,formazione da concordare
con le loro associazioni,in quel tavolo permanente di consultazione di cui da sempre sosteniamo la necessità».
FONTE: L’informazione di Modena
