Con l’arrivo dell’inverno la femminilità passa in secondo piano rispetto alla praticità: ripararsi dal freddo. Ma per fortuna quest’anno le tendenze di stagione, almeno per quanto riguarda le scarpe, ci sono venute in aiuto: a proteggerci dal rischio di assideramento ci saranno i cuissardes, alti a volte fino all’inguine, sono la variante modaiola degli stivaloni in gomma dei pescatori o di quelli con risvolto da pirata. Negli anni Sessanta furono Paco Rabanne, Pierre Cardin e Ives Saint Laurent a lanciare queste calzature, nelle versioni in vinile e in cuoio. Contribuirono al loro successo Brigitte Bardot, che li indossava con una mini tuta nel video “Harley-Davidson” di Serge Gainsborg, e Jane Fonda, grazie al film del 1968 “Barbarella”. Tornati alla ribalta negli anni Novanta grazie al personaggio di Julia Roberts in “Pretty Woman”, vengono presentati in passerella nel 2006 da Chanel. Ma , riproposti da tutti i più famosi stilisti nelle loro collezioni, è quest’anno che arriva la loro consacrazione. Louis Vitton li vuole con la zeppa; Stella McCartney e Gucci optano per un look più aggressivo, utilizzando una pelle stretch che arriva a coprire quasi l’intera coscia; Hussein Chalayan crea un modello che riprende il reggicalze maschile; Roberto Cavalli invece sembra voler compensare le dimensioni ridottissime del vestito con l’altezza, quasi eccessiva, degli stivali. Insomma che siano di pelle o di camoscio, neri o colorati, con tacco basso o plateau, la scelta non manca. Come si portano? Sicuramente sarebbe inutile indossarli con i pantaloni lunghi; perfetti invece con una mini, un maxi pull o un paio di leggings. E’ in ogni caso consigliata una certa sobrietà sia per quello che riguarda l’abbigliamento che gli accessori, per evitare di sconfinare dal sexy al volgare. Un’ultima raccomandazione: prima di acquistarne un paio sarebbe opportuno fare un po’ di autocritica alle nostre gambe; se i nostri polpacci non sono dei più affusolati meglio ripiegare su un altro tipo di calzatura, per evitare l’effetto insaccato.
