
Attrice, regista e figlia di papà, ma guai a supporre che per questo sia stata raccomandata. Asia Argento si confessa davanti al pubblico della Festival del Film di Roma: “Ho un padre famoso, sono stata fortunata per questo, ma nella mia vita mi sono sempre fatta un mazzo cosi, lavoro da quando avevo nove anni”. Nel suo futuro la aspetta il terzo film da regista. “Spero di presentarlo qui il prossimo anno”.Il progetto è ambizioso. Si chiamerà “Il fucile da caccia” ed è la storia di un triangolo amoroso raccontato da tre punti di vista diversi, tratta da un famoso romanzo giapponese di Inoue Yasushi.Nell’incontro con il pubblico romano, Asia Argento ha ripercorso la sua carriera dagli inizi ai successi internazionali. “Nelle prime pellicole cercavo ruoli estremi, selvaggi, fuori di testa perché erano più divertenti, anche se poi mi ci sono trovata intrappolata nella vita” ha confidato. Non sono mancati i momenti di crisi e sconforto: “Dopo ‘Palombella rossa’, con Nanni Moretti che mi chiedeva di ripetere le scene 80 volte, ho avuto dubbi che questa fosse la strada giusta per me e mi sono fermata per tre anni”.L’ha riportata sul grande schermo Michele Placido. “Sul set di ‘Le amiche del cuore’ ho capito che sarebbe stato il mio mestiere” rivela l’attrice. Da allora è stato un continuo crescendo che l’ha portata a girare il mondo. “Negli Usa il cinema è una vera industria, i ruoli sono irrigementati. In Francia è più snob, si ha l’impressione di fare cose eccezionali che spesso pero’ non arrivano negli altri paesi”. E in Italia? “Da noi il set è più caloroso, umano e familiare” ammette Asia, non nascondendo un po’ di amarezza per il distacco dal cinema italiano. “Forse credono viva ancora all’estero, o non ci sono ruoli adatti. Se si riuscirà a fare, potrei tornare con il prossimo film di Francesca D’Aloja”.
FONTE: www.tgcom
