
L’hanno fatta ubriacare e costretta a sottostare ad atti sessuali, mentre la madre che l’aveva chiamata al telefonino ascoltava impotente quello che stava succedendo. Con questa accusa il gip di Ascoli Piceno ha disposto l’arresto di due 18enni ascolani accusati di aver abusato di una 16enne in un’abitazione nel centro storico. In quell’appartamento un gruppo di giovani ascolani si ritrovava per festini a base di sesso e droga.In quell’occasione vennero arrestate 13 persone e fu posta sotto sequestro una gioielleria compiacente, alla quale i ragazzini, alcuni dei quali minorenni, vendevano oggetti preziosi sottratti in famiglia per poter acquistare la droga.
Carlo Maria Santini, uno dei due indagati arrestati, venne denunciato per aver soggiogato e iniziato al consumo di cocaina un ragazzo ascolano appassionato di cultura “emo”, che aveva agganciato attraverso il programma di chat Messenger. L’appartamento dove sarebbero avvenuti gli abusi sulla 16enne appartiene a un parente di Santini. Al posto di Messenger, stavolta il diciottenne avrebbe utilizzato il social network Facebook per avvicinare diverse ragazze, gran parte delle quali risultano maggiorenni, e alcune consenzienti a intrattenersi con i ragazzi.Il particolare più inquietante della violenza emersa è la telefonata con la madre della vittima. Non vedendo la figlia rientrare a casa, la donna l’aveva raggiunta al cellulare. La comunicazione rimase aperta mentre i due indagati approfittavano della ragazzina, stordita dall’alcol, senza che la donna potesse far nulla per fermarli.
FONTE: www.tgcom.it
