Batterie dalla durata di 100 anni

Batterie dalla durata di 100 anni

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In tutti i dispositivi elettronici, negli ultimi 50 anni, abbiamo assistito a mutazioni incredibili: sono diventati sempre più potenti occupando meno spazio, arricchendosi di funzioni volta per volta. L’unico “anello debole” in questa fase di progresso tecnologico è stato sempre stata la batteria, la quale ha seguito un evoluzione molto lenta nei confronti delle tecnologie che “alimenta”.Un importante scoperta è stata fatta proprio sulle batterie, le quali in futuro potrebbero non essere più un problema: ricercatori americani hanno sfruttato il decadimento di isotopi radioattivi, creando una batteria nucleare di dimensioni molto piccole. Gli sviluppi di questa possibile tecnologia sono molteplici ed estremamente vantaggiosi per i finali utilizzatori dei prodotti. Un telefono o una macchina elettrica che non hanno bisogno di esser ricaricati per decine di anni sono veramente un ottima prospettiva: verrebbe risparmiato un quantitativo enorme di energia elettrica, con conseguente diminuzione di co2 immessa nell’atmosfera (Gaia ringrazia!). Questa prospettiva, troppo rosea per il mondo intero e poco interessante per le attuali aziende produttrici di batterie si spera un giorno diventi reale senza compromessi.Il problema principale però, sarò convincere i potenziale acquirenti a fidarsi della parola “nucleare” presente nel nome di questo oggetto, perchè “Quando le persone sentono la parola ‘nucleare’ pensano a qualcosa di molto pericoloso” spiega Jae Kwon, “Invece le fonti di energia nucleare sono già usate per alimentare in sicurezza una gran varietà di dispositivi, come i pacemaker, i satelliti e i sistemi sottomarini”.Le batterie che sfruttano il decadimento di isotopi radioattivi tramite “semiconduttore solido” sono da tempo conosciute ed utilizzate, ma l’elevate dimensioni non hanno mai permesso, fino ad ora, di sfruttarle anche con dispositivi portatili. Il lavoro fatto dal team di Kwon è stato sopratutto quello di ridurre le dimensioni delle batterie, tanto da renderle paragonabili a quella di penny.  L’intuizione di Kwon è stata quella di sostituire proprio il semiconduttore con uno di tipo liquido.”In normali condizioni di funzionamento e batterie nucleari sono perfettamente sicure: una volta che saranno pronte per gli apparecchi di uso comune potranno alimentarli per più di una vita umana”, con questa tesi kwon spera di mitigare la paura che nasce nelle persone quando sentono parlare di nucleare.

FONTE:www.oknotizie.virgilio.it

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