
La Lazio soffre a lungo, stringe i denti, rischia e, proprio all’ultimo affondo di una partita appassionante, si aggrappa al treno-qualificazione dell’Europa League grazie ad una zampata di Tommaso Rocchi.Gli uomini di Ballardini sono rimasti a lungo in balia degli avversari, pur dimostrando grande coesione fra i reparti e, rispetto al confronto di domenica scorsa, un pizzico in più di fortuna. La Lazio questa sfida avrebbe anche potuto perderla, ma alla fine l’ha vinta, perchè ci ha creduto forse un pò di più. I biancocelesti hanno confermato di voler rimanere in Europa e di voler puntare a traguardi di un certo prestigio, per proseguire i successi d’inizio stagione. Gli spagnoli, usciti dal campo a testa alta, dal canto loro, proprio non riescono a scacciare via gli spettri di una crisi che ha origini lontane, come testimonia l’ultimo posto in classifica nella Liga (nell’ultimo turno è arrivato anche l’inatteso ko contro la matricola Jerez).Ballardini, fischiato per la prima volta dai tifosi in curva nord alla lettura delle formazioni, malgrado le velleità manifestate alla vigilia, cambia 7 elementi in un colpo solo rispetto alla formazione iniziale di domenica contro la Samp: il turnover miete vittime illustri e vengono confermati solo Matuzalem, Zarate, Baronio, Kolarov.La freschezza dei nuovi, però, non basta, dal momento che gli spagnoli prendono immediatamente il comando delle operazioni, creando cinque buone opportunità. I primi 15’ sono a senso unico, con il Villarreal assoluto padrone del campo e la Lazio imballata, impotente, in evidente affanno. Pires sfiora il palo, lo stesso fanno Nilmar e Senna, mentre Eguren ed ancora Senna impegnano Bizarri dalla media distanza. Al 20’ la Lazio si sblocca improvvisamente a va in vantaggio con Zarate. Gli spagnoli incassano il colpo e ripartono a testa bassa, riversandosi nella metà campo avversaria. Intervento dubbio di Bizarri su Nilmar in area al 24’ (poteva anche starci il rigore), poi ancora Cani impegna il portiere laziale.Prova e riprova, il ’sottomarino giallò fa breccia, ma l’errore è della difesa biancoceleste, che permette ad Eguren di insaccare.Nella ripresa Ballardini inserisce Diakitè per Dabo e cambia modulo, passando dal 4-3-3 al 3-4-3, con lo stesso franco-senegalese, Cribari e Lichtsteiner a comporre il pacchetto arretrato; mentre Kolarov trova spazio più avanti. Il secondo tempo si apre con una deviazione di testa di Foggia, a pochi passi dalla porta, ma il pallone finisce a lato. Clamoroso quello che accade al 17’: su un contropiede la Lazio va ad un passo dal 2-1, colpendo il palo con Zarate, poi rischia di subire il gol del ko, perchè sul capovolgimento di fronte, Eguren (sempre lui) di testa manda di pochissimo a lato. La Lazio è Zarate, da lui arrivano le vere palle-gol; il Villarreal è Senna, che insegue palloni, avversari, facendo sfoggio di grande concretezza. La Lazio prova a chiudere i conti, ma non è fortunata: l’arbitro, infatti, ritiene che Matuzalem simuli e lo manda negli spogliatoi.
Nel finale accade di tutto. Anzi, di più: Zarate impegna severamente Diego Lopez (41’), Llorente non inquadra la porta a pochi passi da Bizarri (44’), che salva anche su Senna (47’). Sul capovolgimento di fronte, Rocchi mette tutti d’accordo.
FONTE: www.lastampa.it
