Nell’autobiografia in uscita a novembre, l’ex tennista americano ammette di essere stato dipendente dalle metanfetamine e di aver mentito alle autorità sportive per evitare una squalifica
Andrè Agassi ammette di aver fatto uso di droghe pesanti durante la sua carriera. Il campione di tennis americano, in un’autobiografia di cui oggi il Times pubblica alcuni estratti, ammette di essere risultato positivo ad alcuni controlli nel 1997 e di aver mentito alle autorità sportive per evitare una sospensione per doping.
Con un palmares di ben otto titoli nel Grande Slam, Agassi spiega di essere stato dipendente della metanfetamina nel periodo in cui sia la sua carriera tennistica sia il suo matrimonio con l’attrice Brooke Shields erano in crisi. Dopo aver subito un controllo positivo, Agassi racconta di aver scritto all’Atp, l’Associazione dei giocatori professionisti, affermando di aver bevuto per errore una vodka nella quale un suo collaboratore, tale Slim, aveva versato la sostanza. L’Atp aveva deciso di archiviare la faccenda.
“Ho sniffato un po’ – si legge nel libro – ne sono uscito facilmente e ho meditato sul Rubicone che avevo oltrepassato”. Negli stralci pubblicati dal Times, Agassi racconta la fase più difficile: “C’è un momento di rimorso, seguito da una mostruosa tristezza. Poi arriva un’onda di euforia che spazza via ogni energia negativa dalla testa. Non mi sono mai sentito così vivo, così pieno di speranza e carico di energie”.
Il campione, oggi 39enne, ha anche rivelato di aver “sempre detestato” nel suo intimo giocare a tennis e di aver vissuto nell’incubo di un padre violento e prevaricatore. L’autobiografia di Agassi, dal titolo “Open: an autobiography”, uscirà il 9 novembre negli Stati uniti ed è anticipata da alcuni estratti pubblicati questa settimana sul Time, su Sports Illustrated e sul People Magazines. E proprio in uno stralcio sul sito del People Magazines, il marito di Steffi Graf racconta: “Non posso parlare di assuefazione, ma un sacco di gente direbbe che se stai usando qualcosa come via di fuga, hai un problema”.
La confessione di Agassi riporta ad altri due casi nel mondo del tennis: nel 2007 Martina Hingis fu trovata positiva alla cocaina dopo il terzo turno di Wimbledon; la svizzera, squalificata per due anni (ma nel frattempo si era ritirata), ha sempre negato l’uso di droga. A luglio Richard Gasquet ha ricominciato a giocare dopo due mesi e mezzo di squalifica per cocaina: il francese ha convinto il tribunale che ha inavvertitamente assunto la droga baciando una ragazza in un night club.
Fonte: gazzettadellosport.it
