Autoritratto Caravaggio nascosto in brocca Bacco

 

caravaggio_bacco

Caravaggio avrebbe dipinto se stesso all’interno della brocca, alla destra del Bacco, nel dipinto custodito agli Uffizi. La scoperta è stata fatta da restauratori e ricercatori, grazie ad una analisi molto sofisticata del quadro realizzata con una strumentazione all’avanguardia, e sarà presentata domani dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del IV centenario della morte di Caravaggio, in occasione della presentazione del libro ‘Nuove scoperte sul Caravaggio’, edita dalla Fondazione di studi di storia dell’arte Roberto Longhi.Caravaggio dipinse, all’interno della caraffa, la sagoma di un personaggio in posizione eretta con un braccio sporgente in avanti del quale sono chiaramente distinguibili i lineamenti del volto, in particolare il naso e gli occhi, e il colletto. Oggi, si può dire che il grande pittore fece il proprio autoritratto riflesso nella brocca che aveva davanti e che stava dipingendo. Che il volto di Michelangiolo Merisi da Caravaggio fosse nascosto da qualche parte nel dipinto di Bacco si diceva da tempo. Ma nessuno l’aveva mai documentato. Durante la pulitura di questa tela, nel 1922, Matteo Marangoni disse di aver scorso, riflessa nella brocca di vetro, una testina simile al ‘Fruttaiolo’ o al ‘Bacco’ Borghese, che volle ricollegare alla fisionomia dello stesso Caravaggio, “grandi orbite oculari, naso a base larga e un po’ camusa, labbra carnose e semi aperte” “, ma oggi con un controllo diretto risulta impossibile ritrovarlo: si riesce solo ad intravedere un casco di capelli neri, un accenno di volto, un tocco di bianco per il colletto. Durante l’analisi di Art-Test, la ricercatrice Roberta Lapucci ha percepito, si legge in una nota, la presenza di una testina e di un cavalletto o di una tela di scorcio, nella caraffa”. “A seguito del completamento della elaborazione delle immagini acquisite in riflettografia multispettrale – prosegue il comunicato – è ora disponibile una chiara immagine di quanto il pittore vi aveva dipinto. La offriamo alla lettura del pubblico, filtrata e nitida. E sembra proprio di vedere un giovanissimo Caravaggio, che crea con il pennello in mano”. La zona della brocca, come risulta dall’analisi della fluorescenza UV, è interessata da estesi restauri, ma questi non si sovrappongono completamente alla figura. Quello che ha nascosto la sagoma dell’autoritratto, finora, è probabilmente una vernice data su tutte le aree scure del dipinto, durante un vecchio intervento.Caravaggio avrebbe dipinto se stesso all’interno della brocca, alla destra del Bacco, nel dipinto custodito agli Uffizi. La scoperta è stata fatta da restauratori e ricercatori, grazie ad una analisi molto sofisticata del quadro realizzata con una strumentazione all’avanguardia, e sarà presentata domani dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni del IV centenario della morte di Caravaggio, in occasione della presentazione del libro ‘Nuove scoperte sul Caravaggio’, edita dalla Fondazione di studi di storia dell’arte Roberto Longhi.
Caravaggio dipinse, all’interno della caraffa, la sagoma di un personaggio in posizione eretta con un braccio sporgente in avanti del quale sono chiaramente distinguibili i lineamenti del volto, in particolare il naso e gli occhi, e il colletto. Oggi, si può dire che il grande pittore fece il proprio autoritratto riflesso nella brocca che aveva davanti e che stava dipingendo. Che il volto di Michelangiolo Merisi da Caravaggio fosse nascosto da qualche parte nel dipinto di Bacco si diceva da tempo. Ma nessuno l’aveva mai documentato. Durante la pulitura di questa tela, nel 1922, Matteo Marangoni disse di aver scorso, riflessa nella brocca di vetro, una testina simile al ‘Fruttaiolo’ o al ‘Bacco’ Borghese, che volle ricollegare alla fisionomia dello stesso Caravaggio, “grandi orbite oculari, naso a base larga e un po’ camusa, labbra carnose e semi aperte” “, ma oggi con un controllo diretto risulta impossibile ritrovarlo: si riesce solo ad intravedere un casco di capelli neri, un accenno di volto, un tocco di bianco per il colletto. Durante l’analisi di Art-Test, la ricercatrice Roberta Lapucci ha percepito, si legge in una nota, la presenza di una testina e di un cavalletto o di una tela di scorcio, nella caraffa”. “A seguito del completamento della elaborazione delle immagini acquisite in riflettografia multispettrale – prosegue il comunicato – è ora disponibile una chiara immagine di quanto il pittore vi aveva dipinto. La offriamo alla lettura del pubblico, filtrata e nitida. E sembra proprio di vedere un giovanissimo Caravaggio, che crea con il pennello in mano”. La zona della brocca, come risulta dall’analisi della fluorescenza UV, è interessata da estesi restauri, ma questi non si sovrappongono completamente alla figura. Quello che ha nascosto la sagoma dell’autoritratto, finora, è probabilmente una vernice data su tutte le aree scure del dipinto, durante un vecchio intervento.

FONTE: www.ansa.it

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