
La ricetta per vivere a lungo? La signora Santina, da buona milanese, non ha dubbi: “Il lavoro e l’amore verso il prossimo”. Santina Zanotti, per nipoti e bisnipoti semplicemente nonna Tina, ha festeggiato il suo compleanno numero 109 al Pio Albergo Trivulzio di Milano, di cui è l’ospite più anziana. “Mia madre è sempre stata una donna molto attiva” conferma Maria Grazia, l’unica delle tre figlie di Santina ancora in vita.”Ha smesso di lavorare a 90 anni e fino a 104 faceva quattro piani di scale due volte al giorno”. Santina per sessant’anni ha gestito un negozio di alimentari in Corso di Porta Nuova, vicino all’ospedale Fatebenefratelli. Dapprima con il marito Renzo, poi, dopo la morte di lui, a 62 anni, da sola, con una forza di volontà incredibile. “L’abbiamo convinta a venderlo ad 82 anni, ma per altri 8 ha continuato ad aiutare i nuovi proprietari” ricorda sorridendo la figlia. Santina è una milanese doc: è nata in Corso Buenos Aires, é stata battezzata alla Chiesa del Redentore ed ha sempre vissuto in città. “Mia nonna è ancora attenta al dibattito politico ed era un’accanita lettrice di periodici e quotidiani” dice Franca Rottola, una nipote. Adesso una cataratta le impedisce di leggere ma lei, che ha attraversato due guerre mondiali, la ricostruzione, il boom economico, gli anni anni piombo, Tangentopoli e la nascita della Seconda Repubblica, continua a chiedere a chi va a trovarla: “Come vanno le cose in Italia?”.Da due anni su una sedia a rotelle, dopo un intervento al femore lesionato, non ha avuto una vita facile: ad 82 anni le venne diagnosticato un tumore all’intestino, che le fu asportato con un’operazione. Tutto superato brillantemente ma da allora, forse per scaramanzia, ad ogni compleanno la signora Santina dice che è l’ultimo. Così è arrivata, abbastanza lucida, al traguardo delle 109 primavere. Dal Comune di Milano però hanno fatto sapere che nonna Tina non sarebbe l’unica classe ’900 della citta’: “Ho fatto una ricerca all’anagrafe e ho scoperto che in città ci sono altre due persone in vita della classe del 1900, nate qualche mese prima di mia nonna. Più indietro non si va” spiega la nipote. Forse, dopotutto, l’aria di Milano non è poi tanto male.
FONTE: www.ansa.it
