A Torino il cinema di chi ama il cinema

mr_fox_gLa parola d’ordine è «rigore nella passione», ma c’è anche, nel Torino Film Festival diretto per la prima volta da Gianni Amelio, «la generosità dello sguardo» e soprattutto l’attenzione a condividere le scelte con una platea speciale, formata in gran parte, sottolinea l’autore, da gente che il cinema vuole farlo oltre che guardarlo: «Ho cercato di mettere da parte la mia personale visione del cinema, di evitare certe chiusure. Mi sono trasformato, ho lavorato come quando facevo il critico». Il cartellone della 27esima edizione, che si apre il 13 con Nowhere Boy di Sam Taylor Wood, adolescenza e prime vocazioni di John Lennon e del suo amico Paul McCartney, comprende 254 titoli, scelti sugli oltre 3.500 visionati da Amelio con il vicedirettore Emanuela Martini: «Non siamo stati di bocca buona». Lo spirito è cinefilo, ma non solo. E infatti a Torino, finalmente liberi dall’ossessione del tappeto rosso, arrivano star del calibro di Francis Ford Coppola che presenta Tetro – Segreti di famiglia girato a Buenos Aires con Vincent Gallo protagonista; Emir Kusturica che propone la versione integrale di Underground (circa 7 ore); Charlotte Rampling che racconta l’esperienza con Nagisa Oshima (cui è dedicata una delle due retrospettive, l’altra è su Nicholas Ray) sul set di Max, mon amour nell’86. Per non parlare della squadra italiana, guidata da Mario Monicelli, di cui viene proposta la versione restaurata di Risate di gioia, e composta da autori che hanno accettato di svelare i titoli dei film che li hanno spinti a diventare registi e di farsi «psicanalizzare in pubblico dai critici». Paolo Sorrentino parlerà di Roma di Fellini, Matteo Garrone di Io la conoscevo bene di Pietrangeli, Bellocchio di Giuseppe Verdi di Gallone, ma sono anche attesi Davide Ferrario con Il processo di Welles, Gianni Zanasi con Effetto notte di Truffaut, Mario Martone con Ricordi della casa gialla di Monteiro.Presenze italiane anche nel concorso, in tutto 16 opere. Si tratta di Santina, regia di Gioberto Pignatelli, ispirato ad alcune pagine della Storia di Elsa Morante, e girato «con uno stile che mescola contaminazioni teatrali, musicali e figurative» e della Bocca del lupo di Pietro Marcello, basato su un’idea della Fondazione San Marcellino che da anni assiste a Genova i senza tetto. Nelle varie sezioni del Festival torna il cinema d’attualità, immerso nella realtà contemporanea, ma c’è anche spazio per l’horror familiar-scolastico di The Loved Ones di Sean Byrne, per il musical in salsa ungherese Made in Hungaria, per il dramma di famiglia Lulu & Jimi, raccontato con stile spumeggiante e dedicato a David Lynch (i protagonisti si chimano Sailor e Lula come gli eroi di Cuore selvaggio); per la prova d’attrice di Chiara Mastroianni, diretta da Christophe Honorè in Non ma fille, tu n’iras pas danser.A Torino si vedrà anche l’ultima follia di Wes Anderson, Fantastic Mr. Fox, animazione stop-motion con le voci di George Clooney, Meryl Streep, Bill Murray, Adrien Brody, Gigante di Adrian Biniez, Orso d’argento a Berlino, La cosa giusta di Marco Campogiani con Ennio Fantastichini e Paolo Briguglia nei panni di due poliziotti alle prese con un arabo sospettato di terrorismo. Rivalità e paragoni con altre rassegne sono fuori luogo, Amelio ha una filosofia che smonta le polemiche: «Se si apre una libreria in una strada dove ce n’è già un’altra, io sono contento, non lo considero un fatto negativo. I Festival sono tanti e tutti animati da buona volontà, noi non ci sentiamo penalizzati, se non in senso tecnico perché veniamo dopo altre manifestazioni. Ma allora dovremmo anche dire che siamo in vantaggio sul Filmfest di Berlino perché arriva dopo di noi». L’importante, dice il regista del Ladro di bambini, è la fisionomia, e quella di Torino «radicata fortemente nella ricerca e nella scoperta, non è scalfibile, non assomiglia a nessun altro festival, soprattutto italiano». Dal 4 dicembre, appena conclusa l’esperienza torinese, Amelio tornerà ad occuparsi della preparazione del nuovo film, Il primo uomo, basato sul romanzo di Camus.

FONTE: www.lastampa.it

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