E gli esperti del Policlinico di Modena: “Fatelo, non abbiate paura”
Contro l´influenza A «vaccinatevi, vaccinatevi, vaccinatevi». Per tre buoni motivi, quelli che ieri in una mega-conferenza stampa convocata dall´assessore Giovanni Bissoni hanno spiegato la virologa Maria Paola Landini e il pediatra professor Paolo Paolucci, venuto apposta dal Policlinico di Modena: «Con il passare del tempo, chi viene colpito dal virus ha sintomi più gravi e c´è il rischio di una mutazione se la popolazione dove si diffonde il virus è molto ampia». La professoressa Landini ha lanciato il terzo allarme: «Se non si limita la pandemia, il virus si può ricombinare con altri virus», anche se «per ora non c´è nessun elemento per dire che stia mutando». Se lo scopo era quello di informare e anche un po´ di spaventare a fin di bene, è stato raggiunto. Poi c´è una quarta buona ragione per vaccinarsi: il forte impatto sociale di una grande massa di ammalati. E una quinta: «Il vaccino è sicuro per tutti».
Detto questo, bisogna intanto risistemare la comunicazione sui «medici obiettori». L´assessore Bissoni: «L´obiezione di coscienza non esiste, anche i medici che non praticano il vaccino sui pazienti, aderiscono però alla campagna». E inoltre: «I medici possono avere le loro posizioni sul vaccino, ma sarebbe bene che non ingenerassero ulteriore confusione, attenendosi alle indicazioni dell´Oms e dell´Istituto superiore di Sanità». Un messaggio, però, finora non troppo chiaro per i cittadini: se un paziente vede che il suo medico non vaccina, può pensare che vaccinarsi non serva. La Regione cercherà di migliorare il messaggio, forse metterà avvisi in tutti gli studi medici. Il dottor Stefano Zingoni della Fimmg ha ribadito che «se il 50 per cento dei medici non vaccina i propri pazienti è solo per questioni pratiche: abbiamo anche altre malattie da curare e pratichiamo già la vaccinazione stagionale».
Per ora, in Emilia Romagna sono state vaccinate circa 40 mila persone. I malati sono stati circa 80 mila nell´ultima settimana – contro i 54 mila della settimana precedente – e quindi in tutta la regione si stima che si siano ammalate dall´inizio della pandemia quasi 200 mila persone (circa 40 mila a Bologna e provincia), anche se forse non proprio tutte di influenza A. «Sta partendo il grosso della vaccinazione – dice Bissoni – per i pazienti a rischio». Somministrato il siero già ad un 25 per cento dei bambini con altre patologie, ma solo al 3 per cento di una categoria molto a rischio, le donne gravide.
Fonte: larepubblica.it
