Esaminare gli elemeni principali della stagione ”rivoluzionaria” degli anni Sessanta interrogandosi sul motivo per il quale dopo l’impatto con la sua carica travolgente di idee nuove e dirompenti nulla e’ rimasto piu’ lo stesso, nell’arte e nel teatro teatro e, in generale, nella societa’. Questo l’obiettivo della tavola rotonda ”Arte povera e teatro povero. La rivoluzione etica degli anni Sessanta” che si svolgera’ domani a Roma all’Accademia di Francia a Villa Medici alle 17,30, nell’ambito del progetto Grotowski . A partecipare all’iniziativa saranno due dei maggiori esponenti del movimento artistico dell’Arte Povera, Germano Celant e Michelangelo Pistoletto, con Ludwik Flaszen. Due storici del teatro, Ferdinando Taviani e Franco Ruffini, che negli ultimi anni hanno contribuito con saggi e libri alla riflessione critica su Grotowski, dialogheranno con loro. A far da guida all’incontro sara’ la giornalista e critica d’arte e di cinema de ”L’Espresso” Alessandra Mammi’.
L’Accademia di Francia a Roma partecipa a una serie di eventi – in programma dal 26 ottobre al 17 novembre 2009 in vari luoghi della citta’ – che vogliono rendere omaggio a Grotowsk, il grande artista polacco che ha rivoluzionato il teatro contemporaneo, a 10 anni dalla sua scomparsa a Pontedera e a 50 anni dalla fondazione del Teatro Laboratorio in Polonia. Il Progetto Grotowski a Roma, curato dall’Istituto Polacco di Roma, e dal Teatro Ateneo – Centro di Ricerca sullo Spettacolo della Sapienza Universita’ di Roma, con la collaborazione dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, si avvale del patrocinio del Comune di Roma.
FONTE: www.libero-news.it
