
L’acquasantiera elettronica è ormai sotto le luci della ribalta. Osannata all’estero, quasi sbeffeggiata in Italia, sta finendo nelle liste dei più grandi distributori nazionali e internazionali. Tra candelabri elettrici e altari touch screen, l’acquasantiera di nuova generazione sta diventando una curiosa realtà. Ma forse non a Varese.L’acqua santa va a ruba. O meglio, il suo distributore. Da quando in Duomo a Milano è stato sconsigliato lo scambio della pace durante la liturgia, sembra impazzare la voglia di bagnarsi le mani con l’acqua benedetta usufruendo del nuovo dispenser hi-tech. Una trovata che sembra abbia poco a che fare con il moltiplicarsi di prodotti antivirali e antinfluenzali nati sull’onda della famigerata influenza A. “L’idea è nata a partire da un problema preesistente – ha dichiarato Luciano Marabese, titolare del brevetto -. Il primo prototipo, fatto come un vaso in terracotta, è stato fatto nel 2001, quando l’idea di un’influenza pandemica era solo un brutto sogno”. Nessun doppio fine dunque, semmai la voglia di trovare una valida e semplice alternativa alla tradizionale acquasantiera: “Già negli anni passati qualche fedele aveva dimostrato un po’ di insofferenza nell’immergere la mano in un’acqua che, seppur benedetta, poteva far sorgere qualche problema igienico”.
FONTE: www.varesenotizie.it

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