Cattiva alimentazione,il 50% degli italiani è sovrappeso

Cattiva alimentazione,il 50% degli italiani è sovrappeso

sovrappeso

Quasi un italiano su due è obeso o comunque sovrappeso. E’ questo il dato allarmante emerso durante il quinto convegno annuale su “Alimentazione e salute” tenutosi oggi a Roma, organizzato da Somedia e la Repubblica. Professionisti come medici, ricercatori, nutrizionisti, psicologi e dietologi hanno analizzato le nuove abitudini alimentari degli italiani con riferimento alla qualità dei cibi in circolazione, considerando che una dieta corretta previene alcune malattie e ne cura altre e invece un accumulo di grasso è responsabile di molte patologie. Tuttavia, nonostante i notevoli rischi del cibo insano, l’invidiata dieta mediterranea “salvacuore”, sta lasciando il passo a stili di alimentazione globalizzati e pessimi.Secondo gli esperti, la lotta alle malattie da sovrappeso non si combatte con la semplice dieta, ma servono schemi nutrizionali corretti, che partano dalla prevenzione. Per un cambiamento culturale che elimini le scorrette abitudini si parte dalle scuole, dove si colloca il progetto “Il frantoio delle storie”: fiabe e racconti  per insegnare ai bambini “l’abc” del mangiar sano.Riflette Giuseppe Fatati, presidente dell’Associazione italiana dietetica e nutrizione clinica (Adi): “Se dopo campagne martellanti sull’importanza del controllo del proprio peso, il tasso di obesità in Italia sale, significa che più di qualcosa non ha funzionato nella comunicazione a livello di sistema. La ricetta è forse quella di rendere più organici e coerenti i contenuti, promuovendo tra aziende e autorità pubbliche un maggior coordinamento”.Il recupero della dieta mediterranea è sostenuto da Barilla Center for Food & Nutrition e dal suo responsabile per le relazioni esterne Roberto Ciati, secondo cui “adottare il modello mediterraneo significa promuovere la salute delle persone, utilizzare proficuamente le risorse disponibili e contribuire ad un modello di sviluppo economico maggiormente sostenibile”. Ma accanto alla tradizione nazionale, l’esperto promuove anche il made in Japan: i modelli alimentari mediterraneo e giapponese sono i più coerenti con le linee guida sull’alimentazione. Tuttavia, puntualizza Sandro Dernini, coordinatore Ciiscam (Centro interuniversitario di studi sulle culture alimentari mediterranee), “la nuova piramide della dieta mediterranea non deve essere letta come una prescrizione medica: è una proposta culturale alimentare, un modello di dieta sostenibile, un’eredità da lasciare alle nostre generazioni”.
FONTE: www.affaritaliani.com

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