C inquanta milioni e più investiti in giocatori e un nuovo allenatore (con relativi staff) non sono serviti a niente se non a cucinare il primo fallimento della stagione juventina: dopo nove anni, i bianconeri non riescono a passare il primo turno di Champions League, retrocedono in Europa League e propongono un impietoso confronto con la stagione passata, quando lo sbertucciato Ranieri, alla guida di una squadra teoricamente più debole (e con un sacco di gente in società che gli faceva la fronta), otteneva risultati ben migliori in condizioni oggettivamente molto più difficili. ”Ora dovremo essere bravi a gestire questo momento” è tutto quello che riesce a dire Ferrara adesso che la sua squadra è entrata tra le trentadue migliori formazioni dell’Europa di serie B: non proprio quello che sognavano le ambizioni sfrenate degli juventini alla fine del mercato. Blanc si è affrettato a ribadire la fiducia dell’allenatore (che però sta perdendo quella dei giocatori), insistendo sulle sue convinzioni: “Avremo un danno economico ma adesso non ci voglio pensare. Il nostro progetto non cambia, anche perché non si possono programmare le vittorie. Però Ferrara non è assolutamente in discussione. Bisogna soltanto rimetterci a lavorare e trovare continuità, perché appena tre giorni fa questa squadra ha dimostrato quello che vale”. Per la verità, ci sono state molte circostanze in cui ha invece dimostrato quanto non vale, le belle cose stanno piuttosto rappresentando l’eccezione. Ferrara è stato onesto: “Non voglio cercare alibi e la responsabilità dobbiamo dividercela tra tutti: io, la squadra e la società”. Blanc, invece, di alibi ne ha subito cercati: “Il Bayern ha giocato venerdì, noi sabato e una partita molto dispendiosa. Se la Lega vuole tutelare le italiane che giocano in Europa, deve decidere di fare anticipare di un giorno anche i nostri impegni”. Ma non si può dire che la Juve sia stata cacciata dalla Champions per ventiquattr’ore di riposo in meno, visto che ha perso anche a Bordeaux ed è riuscita a battere soltanto il Maccabi, un materasso. Infatti i tifosi non hanno sentito ragioni e hanno subito rilanciato la contestazione, indirizzata sia verso i giocatori (“Vergognatevi”, “Andate a lavorare”) e la dirigenza, torturata con molte invocazioni a Luciano Moggi. La realtà è che la Juve si sta dimostrando debole, mal costruita, male allenata. “Non date la colpa a Diego e Melo. Le colpe sono di tutti” ha giustamente obiettato Ferrara, perché se i brasiliani sono i due giocatori più deludenti, il giudizio lo si può estendere anche ad altri nuovi (Grosso, soprattutto) e a qualcuno dei vecchi, come Amauri e Camoranesi. Ora il pericolo è che tutto vada a scatafascio, ed è questo che Ferrara vuole evitare: “Dovremo parlarne. La delusione è grossa, ma bisogna reagire”. È l’ennesima volta che lo dice, quest’anno, perché quella con il Bayern è stata semplicemente l’ennesima batosta.
FONTE:www.repubblica.it
