
Inter campione d’inverno, e sempre a +8 sul Milan, a valanga nel posticipo serale sul Genoa, e a +9 sulla Juventus, vittoriosa a Parma con uno scatto di orgoglio che allontana da Ferrara lo spettro di un divorzio anticipato. Nella prima partita del 2010, un turno infrasettimanale nel giorno dell’Epifania, vincono, insomma, tutte e tre le prime. Dunque, distanze invariate in vetta (ma i rossoneri hanno da recuperare un match, e potrebbero quindi salire a -5). L’ impressione generale, comunque, è che lo scudetto l’Inter può perderlo soltanto se si complica la vita da sola. A decidere la sfida all’ora di pranzo di Verona è Balotelli, ancora una volta gol e polemiche. A fine partita l’attaccante se la prende col pubblico di Verona (“mi fa sempre più schifo”) per i fischi ricevuti, suscitando le proteste di avversari e del sindaco Tosi, e un rimprovero di Mourinho. Due ore più tardi, risponde la Juve che – come dice Ferrara – ora non fa più corsa sull’Inter ma su stessa, per ritrovarsi. Quella di oggi è anche la prima partita del recuperato Bettega, in tribuna al Tardini, e l’esordio è fortunato: per la Juve, che vince grazie a un autogol di Castellini, per ‘Penna Bianca’ e soprattutto per il tecnico, la cui panchina traballava. Ma domenica sera lo attende un nuovo, più impegnativo, esame: la sfida al Milan a Torino. Milan che stasera ha strapazzato il Genoa, infliggendogli al Meazza un pesante 5-2. Andati in svantaggio su gol di Sculli, i rossoneri sbagliano un rigore con Ronaldinho, che però si rifà, sempre su penalty, tirando sul lato opposto al primo. Poi il Diavolo dilaga, portandosi sul 5-1 (rete di Thiago Silva prima del riposo, doppietta di Borriello nel primo quarto d’ora della ripresa, rigore di Huntelaar). Per i rossoblu, Suazo accorcia le distanze a 11′ dalla fine. Nella 18/a giornata di campionato, caratterizzata da quattro vittorie in trasferta – tra cui spicca quella del Napoli (bel gol di Quagliarella) a Bergamo che inguaia l’ Atalanta, contestata dai suoi tifosi, e lancia i partenopei da soli al quarto posto – l’occasione più grossa l’ha sprecata la Roma. Dopo aver dominato il Cagliari (che di solito in casa sa farsi valere) ed essere andata sullo 0-2, nei minuti di recupero la squadra di Ranieri ha un calo di concentrazione che le costa due reti (ma quella di Lopez è apparsa viziata da un fallo su Cassetti) e due punti in classifica. A dare il colpo fatale è Daniele Conti, figlio d’arte. Ma più che uno scappellotto di Bruno al figlio, fa notare Ranieri, è la Roma a doverlo dare a se stessa.
FONTE:www.ansa.it
