La moda maschile italiana soffre lo stop della domanda estera

La moda maschile italiana soffre lo stop della domanda estera

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L’apertura di Pitti Immagine Uomo a Firenze, appuntamento storico per la moda che quest’anno riunisce 765 aziende per 936 marchi, è l’occasione giusta per tirare le somme di un settore che è appena uscito, come tanti altri, da un anno all’insegna della pesante contrazione. Il giro d’affari della moda maschile made in Italy (abbigliamento esterno, camiceria, cravatte e abbigliamento in pelle) dovrebbe chiudersi nel 2009 con un calo quasi a due cifre (-9,7%), secondo le stime provvisorie di Sistema Moda Italia. Il fatturato del settore dovrebbe così fermarsi ben al di sotto dei 9 miliardi di euro (8,3) raggiunti negli anni precedenti e il trend non sembra destinato a migliorare almeno nella prima metà di quest’anno.La caduta della moda maschile è da attribuire principalmente al crollo della domanda mondiale conseguente alla crisi finanziaria ed economica, in particolar modo nelle aree extra-europee. Il comparto, del resto, esporta oltre il 50% della propria produzione. In linea con la tendenza generale di tutta la filiera del tessile-moda, che dovrebbe subire un calo annuale dell’export del 20%, la stima di Smi per le vendite estere di moda maschile prevede difatti un pesante -14,1% per un traguardo di 4,5 miliardi di euro, che fa seguito alla netta contrazione (-1,8%) già avviata nel 2008.
Nonostante nel frattempo sia calato anche il dato sulle importazioni (-2,9%), l’attivo commerciale dovrebbe così subire un significativo ridimensionamento, fermandosi al di sotto del miliardo di euro da confrontare con il miliardo e mezzo del 2008.In calo ovviamente anche la domanda interna, anche se con una maggiore tenuta rispetto a quella estera. “Ma essendo cronicamente atona – recita il comunicato di Smi – non è stata certo sufficiente a risollevare le sorti del comparto nel corso del 2009”. Il calo dei consumi interni comprensivi delle scorte dovrebbe assestarsi attorno al 7,1% rispetto al 2008. Tra i sotto comparti, Smi prevede risultati particolarmente gravi per l’abbigliamento in pelle e le cravatte.Le stime di Smi per l’intero anno 2009 sono supportate dai dati Istat relativi al periodo gennaio-settembre. In questo periodo la moda maschile ha visto una contrazione delle vendite estere pari al 14,6%, con le aree extra Ue più colpite dalla crisi, quelle storicamente trainanti per la moda maschile italiana, che hanno perso complessivamente il 20% (USA -22,8%, Russia -31,31, Giappone(-14,6). Nella Ue il calo delle vendite è stato più contenutio ma pur sempre significativo (-10,1%).L’uscita dal tunnel per la moda italiana potrebbe tuttavia essere vicina. Segnali incoraggianti, sostiene Smi, sono già apparsi nell’ultimo scorcio del 2009 e sono confermati dai dati di apertura della manifestazione fiorentina, che vede il tutto esaurito degli spazi e la presenza di molti marchi nuovi. E poi c’è la convinzione che, così come si è bruscamente arrestata, la domanda estera riprenderà altrettanto velocemente.
FONTE.www.ilsole24ore.com

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  1. La moda maschile italiana soffre lo stop della domanda estera | Nb … - 13 gennaio 2010

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