
Nel 2009 il mercato dell’auto in Europa (27 Paesi Ue+Efta) ha chiuso con una flessione dell’1,6% rispetto al 2008, totalizzando 14.481.545 nuove immatricolazioni contro i 14.717.358 dell’anno precedente.Lo comunica l’Associazione dei costruttori europei (Acea). Nel solo mese di dicembre, invece, le vendite di nuove autovetture in Europa sono cresciute del 16%, raggiungendo 1.074.438 unità, contro le 926.007 unità dello stesso mese del 2008. A novembre le immatricolazioni erano cresciute del 26,6%. In Italia il mercato ha chiuso l’anno con un calo dello 0,2% a 2.158.010 unità e il mese di dicembre con un progresso del 16,7% a 165.428 unità.Dopo un primo semestre in declino, nella seconda metà del 2009 le nuove immatricolazioni di auto sono cresciute grazie soprattutto – precisa la nota dell’Acea – all’impatto degli incentivi alla rottamazione introdotti in alcuni dei principali mercati europei. E infatti in Europa occidentale (Ue a 15+Efta) non solo a dicembre le vendite sono cresciute del 19,3%, ovvero più del mercato globale europeo, raggiungendo 1.003.757 unità, ma l’intero 2009 si è chiuso in positivo, con una crescita dello 0,5% (a 13.632.918 unità) a differenza del mercato globale che ha ceduto l’1,6%.A dicembre, in Europa occidentale, mercati come Germania (-4,6%), Svizzera (-4,4%), Finlandia (-8,1%) e Portogallo (-17,9%) hanno subito una flessione rispetto allo stesso mese del 2008, mentre in Italia (+16,7%), Spagna (+25,1%), Regno Unito (+38,9%) e Francia (+48,6%) si sono registrate immatricolazioni in forte rialzo. Nel 2009, invece, solo Germania (+23,2%), Francia (+10,7%) e Austria (+8,8%) hanno chiuso l’anno in crescita, mentre Italia (-0,2%), Regno Unito (-6,4%) e Spagna (-17,9%) hanno chiuso in ribasso. Nei nuovi Stati membri, dove le immatricolazioni sono scese nel 2009 del 26,6% a 848.627 unità e nel mese di dicembre del 16,5% a 70.681 unità, nell’ultimo mese dell’anno hanno registrato progressi solo la Repubblica Ceca (+43,8%) e la Slovenia (+12,4%), mentre nel resto dell’area ha prevalso il segno meno, dal -3,9% della Polonia al -79,3% della Latvia. Nell’intero 2009 invece hanno chiuso con rialzi significativi solo la Repubblica Ceca (+12,5%) e la Slovacchia (+6,7%).
FONTE:www.ansa.it
