India: morta l’ultima persona che parlava la lingua ‘Bo’

India: morta l’ultima persona che parlava la lingua ‘Bo’

curiosità

Era rimasta l’unica persona a parlare il “bo”, una delle dieci lingue del popolo dei Grandi Andamanesi, i nativi dell’arcipelago delle Andamane, nel Golfo del Bengala. Boa Sr, 85 anni, sopravvissuta anche allo tsunami del 2004, è morta la settimana scorsa, e con lei è morta anche la sua lingua. Boa Sr era la discendente di uno dei più antichi popoli della Terra, da 65.000 anni insediato nelle Isole Andamane, oggi parte dell’India. Quando i britannici colonizzarono le isole, nel 1858, i Grandi Andamanesi erano almeno 5.000. Ora ne sopravvivono solo 52. Boa era una di loro.”Da quando era rimasta la sola a parlare il bo”, ha raccontato il linguista Anvita Abbi che la conosceva da molti anni, “si sentiva molto sola, perché non aveva nessuno con cui conversare. Boa Sr aveva un grande senso dell’umorismo; il suo sorriso e la sua risata fragorosa erano contagiosi”. Ai linguisti, le sole persone con cui poteva comunicare, Boa Sr raccontava spesso dello tsunami che seminò la morte nell’Oceano Indiano investendo anche le Andamane. “Eravamo tutti là quando è arrivata la scossa – ricordava – Il più anziano ci ha detto, ‘La Terra potrebbe aprirsi, non scappate via e non muovetevi’.Ecco quello che ci hanno detto gli anziani”. Con i linguisti l’ultima sopravvissuta del popolo dei “Bo” parlava anche delle tribù confinanti: in particolare aveva confidato di considerare i Jarawa, che non erano stati decimati, “molto fortunati per il fatto di poter continuare a vivere nella loro foresta, lontano dai coloni che attualmente occupano gran parte delle Isole”. Oggi i Grandi Andamanesi sopravvissuti dipendono in gran parte dal governo indiano per il cibo e le case, e fra di loro é molto diffuso l’abuso di alcool. Stephen Corry, Direttore Generale di Survival International, ha spiegato: “i Grandi Andamanesi sono stati prima massacrati, e poi quasi tutti spazzati via da politiche paternalistiche che li hanno condannati a malattie epidemiche e li hanno derubati della loro terra e della loro indipendenza”.
FONTE:www.ansa.it

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