Pittin e Zoeggeler primi podi azzurri

Pittin e Zoeggeler primi podi azzurri

CANADA VANCOUVER 2010 OLYMPIC GAMES

Dopo il bronzo dolce a sorpresa di Pittin, quello dal retrogusto strano di Armin Zoeggeler. La storia era dietro la curva, nel tunnel di ghiaccio di Whistler, ma stavolta le parti migliori le scrivono altri: il re Mida dello slittino deve togliersi la corona, anche se compie un’impresa, salendo sul podio per trenta millesimi di vantaggio sul russo Demtschenko. Ai Giochi canadesi l’azzurro perde l’oro, ma si consola sapendo di essere comunque un grande: perche’ in cinque edizione olimpiche disputate e’ sempre salito sul podio.Da Lillehammer a Torino, in un crescendo di colori, e’ sempre stato li’ a dettare legge: ora a 36 anni, nonostante la nona coppa del mondo conquistato proprio alla vigilia della rassegna a cinque cerchi, deve fare spazio al nuovo che avanza, per un trionfo tutto tedesco. Il titolo se lo prende Felix Loch, solo ventenne al suo esordio olimpico, e l’argento lo lascia al connazionale David Moeller, 28 anni alla seconda partecipazione ai Giochi dopo il 5/o posto di Torino. I ragazzi di Sonneberg, la cittadina della Germania che sforna i virtuosi del tobago, non hanno mai avuto esitazioni, sempre in testa fin dalla prima delle quattro manche. Per l’Italia questo avvio a Vancouver non e’ dunque entusiasmante ma semplicemente soddisfacente: visto come si era messa a meta’ giornata, il bilancio e’ positivo. Dopo la delusione per Enrico Fabris, che dai fasti di quattro anni fa e’ stato catapultato nel settimo posto alla gara d’esordio, le certezze azzurre sembravano vacillare. Il pattinatore veneto e il Cannibale della slitta erano del resto i due punti fermi, a cui si aggrappava la spedizione tricolore per cominciare con i colori piu’ preziosi. Fabris ha ancora altre gare per recuperare il flop iniziale, per Armin i Giochi si chiudono qui: per lui il bicchiere e’ decisamente pieno. Non e’ facile restare ai vertici per cosi’ tanti anni. Sulla pista canadese non e’ stato perfetto, ha sporcato la terza manche.Per il medagliere italiano due medaglie dopo due giorni non sono male, anche se di bronzo: a Torino gli ori furono 5, due dei quali portati a casa proprio dal campione dei pattini e dal re dello slittino. Del resto che per Zoeggeler la strada verso il tris olimpico non fosse spianata lo si e’ capito da subito: dopo la tragedia piombata sulla pista con la morte in diretta del georgiano Nodar Kumaritashvili, il clima allo Sliding Center e’ naturalmente cambiato. Paura e sgomento tra gli atleti: e poi le modifiche al tracciato, con l’abbassamento della partenza (allineata con quella delle gare femminili e del doppio), hanno penalizzato l’azzurro che invece la velocita’ la controlla sempre bene. Del resto questi missili umani che hanno fatto dello slittino una loro seconda pelle, nella vita sono tutti e tre votati all’ordine pubblico: gia’ perche’ se Zoeggeler fa il carabiniere, diventato brigadiere dopo l’oro di Torino, i tedeschi che lo hanno bruciato a Whistler sono Loch, poliziotto e il suo compagno di nazionale, Moeller il doganiere. Non trova spazio sul podio nemmeno il russo dagli occhi di ghiaccio e il nome impronunciabile, Albert Demtschenko, argento a Torino, dopo quattro anni ai piedi delle medaglie. Si consola Armin: non e’ tris d’oro, ma l’Italia fa festa comunque. La medaglia, colore a parte, con il Cannibale e’ sempre una certezza.

LA PULCE SALTA E RINCORRE, PITTIN BRONZO A SORPRESA – La medaglia che non ti aspetti arriva dopo un salto spettacolare e 10 km di fatica che si colorano di bronzo. Quello di Alessandro Pittin, 20 anni compiuti tre giorni fa e un podio olimpico che pesa doppio, perche’ e’ il primo per l’Italia ai Giochi di Vancouver, e anche quello della storia di una disciplina, la combinata nordica figlia di un Dio minore per lo sport azzurro.La pulce della neve, uno scricciolo alto un metro e 60 per 50 kg di peso, ha cominciato a crederci fin da quando il salto, che non e’ certo il suo punto di forza, lo ha spinto fino al sesto posto virtuale, complice qualche sbavatura di rivali che in questa specialita’ vanno alla grande: l’azzurro di Tolmezzo sapeva di poter giocare le sue carte migliori nella 10 km di fondo. E’ li’, nella forza delle gambe, che ha concentrato la sua rimonta: possibile, studiata, costruita e raggiunta sul podio a soli otto centesimi dal francese Jason Lamy Chappuis, oro. L’argento va all’americano Johnny Spillane. Pittin non era esordiente ai Giochi, perche’ a Torino c’era, anche se poco piu’ che ragazzino: ma il suo era stato un passaggio incolore, solo 46/o dopo salto e 15 km. Dopo quattro anni la musica e’ cambiata: la stoffa dei forti pero’ l’ha sempre avuta, avendo vinto per tre volte il campionato del mondo junior. Dal 2008 fa parte della squadra nazionale A, allenato da Giuseppe Chenetti per la parte del fondo e da Harald Rodlauer per il salto. E proprio in quel balzo ha superato se stesso, saltando 100 metri, lui che non era mai andato oltre 93 e mezzo, che lo hanno fatto partire con 48 secondi di ritardo dal primo, Janne Rynnanen, ma a soli 2 secondi dal leader di Coppa del Mondo, Lamy Chappuis che infatti poi si e’ aggiudicato l’oro. Ed e’ festa per il giovane azzurro, atleta del Gruppo sportivo delle Fiamme Gialle. Come il direttore tecnico della specialita’, Ivo Pertile, brigadiere della Finanza che fa normale servizio nel nucleo di Milano: deve barcamenarsi tra turni di lavoro in ufficio e l’allenamento dei suoi ragazzi, la grande passione. Per venire qui a Vancouver si e’ dovuto prendere una licenza straordinaria: ma ne valeva la pena. Ha visto uno dei suoi ragazzi salire sul podio, il primo nella storia della combinata nordica. Ma e’ anche la medaglia con cui l’Italia inaugura i Giochi. Quella della cartolina iniziale, che ha i capelli biondi e le gambe forti del giovane Pittin: vent’anni tre giorni fa e festa ritardata per il compleanno piu’ bello.
FONTE:www.ansa.it

Tags: ,

No comments yet.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.

Carpi e la sua Notte Bianca

Ecco gli scatti più belli della Notte bianca di Carpi che si è svolta in una versione molto ridimensionata per [...]

The Collector’s Choice

The Collector’s Choice

Patrizia Sandretto Re Rebaudengo: sono di questa collezionista le opere in esposizione fino a domenica 22 luglio allo spazio dell’ex [...]

Cantina di Arceto: settantacinque anni in quattordici foto

Cantina di Arceto: settantacinque anni in quattordici foto

Domenica  27 maggio 2012, in occasione di Cantine Aperte, la Cantina di Arceto festeggia i suoi settantacinque anni con la [...]

Cosce snelle

Cosce snelle

Leggi su mobile La spiaggia è ancora lontana non molto, per la verità ma le minigonne ormai spuntano dappertutto come [...]