
Sono passati trent’anni da quando gli Stati Uniti hanno costruito la loro ultima centrale nucleare, e trentuno dall’incidente di Three Mile Island, la più grave perdita di materiale radioattivo avvenuta nella storia americana. Tre decenni: abbastanza perché un presidente di tendenze progressiste e di forti convinzioni ambientaliste decida che è giunto il momento per gli Stati Uniti di riaprire il capitolo dell’energia nucleare. Circondato dagli operai del sindacato degli lavoratori dell’energia elettrica, Barack Obama ha ieri fatto quello che i cinque presidenti che lo hanno preceduto, dal ’79 a oggi, non hanno osato fare: ha annunciato l’apertura di un prestito federale di 8 miliardi di dollari per una società elettrica che costruirà una centrale nucleare nello Stato della Georgia. E non solo: «Siamo appena all’inizio – ha aggiunto Obama -. Dovremo costruire tutta una nuova generazione di centrali sicure e pulite. Il mio bilancio propone di triplicare i prestiti, per finanziare queste costruzioni». Difatti, nel bilancio 2010-2011 i fondi per nuove centrali sfioreranno i 55 miliardi di dollari. Se verranno concessi i permessi, gli Stati Uniti potrebbero costruire venti centrali nei prossimi venti anni. La decisione di Obama non è una vera sorpresa. Il presidente ha sempre detto che per combattere l’effetto dei gas inquinanti e il surriscaldamento della terra bisogna ricorrere a tutte le energie alternative, sia quella solare, sia quella eolica, sia quella nucleare, e si batte per tutte e tre. Ieri, nello spiegare i vantaggi di una centrale nucleare, ha ricordato che a parità di energia prodotta, rispetto a una centrale a carbone, essa può ridurre i gas inquinanti in una quantità che «corrisponde a togliere dalle strade 3 milioni e mezzo di automobili.»Con grave disappunto degli ambientalisti, però, Obama non ha spiegato cosa intenda fare delle scorie radioattive, che sono la spina nel fianco dell’industria nucleare. Si è limitato a dire che costituirà una commissione di esperti che trovino una soluzione ottimale. Da GreenPeace, per bocca del direttore delle ricerche Kert Davies, è venuta una amara reazione: «Usare l’energia nucleare è un modo pericoloso per risolvere il surriscaldamento della terra».
Obama tuttavia ha nel suo mirino anche un altro scopo: la costruzione di centrali nucleari creerà posti di lavoro, almeno 700 mila nell’arco di due o tre anni. Non solo: dimostrandosi disponibile su un tema caro ai repubblicani (era il cavallo di battaglia del suo avversario, John McCain), il presidente spera che il partito di opposizione sarà più malleabile sulla legge per la protezione dell’ambiente, ancora in fase di discussione al Senato.
FONTE:www.ultimenotizie.it

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