
Sempre alti gli ascolti del Festival di Antonella Clerici. Ieri, nella terza serata, dedicata ai 60 anni della kermesse la media ponderata è stata di 10 milioni e 5 mila telespettatori con il 46% di share. Poco più di un punto in meno del Festival di Paolo Bonolis, l’anno scorso, che aveva avuto una media ponderata del 47,17% di share. Anche se la terza serata del Festival di Bonolis era finito all’1,26 e ieri la Clerici ha concluso alle 0,58.Pupo-Emanuele Filberto e Luca Canonici e Valerio Scanu sono in finale. Per i Giovani passano Tony Maiello e, con gran sollievo di Raiuno, Jessica Brando che, per i calcoli sbagliati della scaletta, essendo minorenne, non aveva potuto esibirsi dal vivo, visto che avrebbe dovuto salire sul palco dopo la mezzanotte. Per raccogliere i voti e’ stata sufficiente la messa in onda del video delle prove. La serata organizzata per festeggiare i 60 anni del Festival ha messo insieme grandi canzoni, verdetti e quel po’ di giallo che al festival non manca mai. Che Valerio Scanu venisse ripescato era più che prevedibile, tanto più che stasera cantava insieme ad Alessandra Amoroso e il popolo di ‘Amici’ era chiamato alla mobilitazione. Meno scontato il ripescaggio di Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici, accolto dai fischi della platea dell’Ariston. La serata e’ vissuta degli omaggi che alcuni protagonisti della italiana hanno fatto alle canzoni che rappresentano la storia del festival. Fiorella Mannoia, elegante come sempre, si è mossa tra ‘E se domani’ (1964) e i Negramaro di ‘Estate’; Miguel Bosè ha riletto ‘Non ho l’eta”. Edoardo Bennato ha dato una veste rock a ‘Ciao amore ciao’, ultimo atto della carriera di Luigi Tenco; Massimo Ranieri ha ottenuto un trionfo personale con ‘Io che non vivo senza te’ di Pino Donaggio e la sua ‘Perdere l’amore’; Carmen Consoli e’ tornata indietro fino a ‘Grazie dei fiori’ e poi ha accolto Nilla Pizzi, giustamente omaggiata dal festival all’eta’ di 91 anni. Riccardo Cocciante ha dilatato i suoi tempi con una versione di ‘Nel blu dipinto di blu’ che per i toni era l’opposto del rivoluzionario swing di Modugno e con un estratto delle sue opere ‘Notre dame de Paris’ e ‘Romeo e Giulietta’, Francesco Renga era perfettamente a suo agio con ‘La voce del silenzio’ e ‘L’immensita” e ha trovato anche il modo di dedicare alla figlia della Clerici ‘Angelo’, il pezzo con cui ha vinto nel 2005. Poi la sfilata dei Giovani con il giallo mancato del video di Jessica Brando. Com’era prevedibile il televoto ha penalizzato Nino D’Angelo e Maria Nazionale e Cutugno (nonostante il duetto con Belen); meno scontata era l’eliminazione dei Sonohra, che d’altra parte avevano un pezzo deboluccio. Volendo sintetizzare, in questa serata c’e’ stata una summa di Sanremo: canzoni storiche e brutte melodie, veterani e ragazzini, imprevisti, gialli, ripescaggi, eliminazioni. Il tutto aspettando la finale.
LA PRIMA VOLTA DI BENNATO, TENCO E POI LA SUA STORIA – Edoardo Bennato non era mai stato al festival. La sua prima volta l’ha celebrata stasera rileggendo in chiave rock ‘Ciao amore ciao’, l’ultimo atto della carriera di Luigi Tenco. Poi, tenendo fede alla sua storia di personaggio che ha portato il rock’n'roll nella canzone d’autore ha fatto ascoltare ‘Un giorno credi’ e ‘Capitan uncino’, due dei suoi classici, insieme a ‘E’ leì, singolo del nuovo album ‘Le strade del rock sono infinite’.
DUETTO CLERICI-RANIERI SU NOTE DI IO CHE NON VIVO – Duetto all’insegna del romanticismo sul palco dell’Ariston tra Antonella Clerici e Massimo Ranieri sulle note di Io che non vivo di Pino Donaggio. Dopo l’esibizione del cantante, la conduttrice del festival di Sanremo ha voluto bissare con lui la strofa clou del brano, poi ha raccontato: “Quando ero ragazzina e Massimo cantava Rose rosse in tv, io sbaciucchiavo il televisore. Oggi finalmente posso baciarlo di persona”. E poi, in linea con un festival pieno di donne e che piace alle donne, rivolta al pubblico femminile in sala la Clerici ha aggiunto: “Ieri abbiamo parlato di principi e principesse. Stasera vi chiedo: quante donne vorrebbero sentirsi dire da un uomo ‘Io che non vivo piu’ di un’ora senza té?”.
FIORELLA MANNOIA TRA MINA E I NEGRAMARO – Con un set tra ‘E se domani’, uno dei pochi autentici standard della canzone italiana, ed ‘Estate’ dei Negramaro, anche Fiorella Mannoia ha festeggiato la storia del Festival. ‘E se domani’ è stata cantata a Sanremo nel 1964 da Fausto Cigliano e poi è diventata un classico di Mina. La Mannoia l’ha riletta con il suo tipico stile di voce preferita dai cantautori, per poi agganciarsi al presente con ‘Estate’ dei Negramaro.
COCCIANTE,UN OMAGGIO KOLOSSAL DA MODUGNO AL MUSICAL – Dopo una versione di ‘Nel blu dipinto di blu’ in stile ‘Margherita’, Riccardo Cocciante non si è accontentato di riproporre ‘Se stiamo insieme’, il pezzo con cui ha vinto il festival, ma ha fatto ascoltare lunghi estratti di ‘Romeo e Giulietta’ e di ‘Notre dame de Paris’, portando la serata nel clima di melodramma che gli è proprio.
FONTE:www.ansa.it
