Caravaggio: una ”mostra impossibile”

Caravaggio: una ”mostra impossibile”

arte

Quindicimila persone hanno già visitato la “mostra impossibile” del Caravaggio allestita nei Mer­cat­i di Traiano a Roma. La mostra espone l’intera opera del grande artista: 63 riproduzioni ad altissima definizione, retroilluminate e rigorosamente in formato 1:1.
In considerazione della crescente affluenza di vi­sitatori e delle nume­rose prenotazioni da parte delle scuole, la chiusura della “mostra impossibile” è stata prorogata al 5 aprile  prossimo. Ideata e diretta da Renato Parascandolo con la direzione scientifica di Claudio Strinati la “mostra impossibile” è realizzata dalla Rai in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma e alla Sovraintendenza ai Beni Culturali.
L’esposizione, in uno stesso luogo, di tutta l’opera di Ca­ravaggio, nessuna esclusa, è un sogno a lungo coltivato da studiosi e appassionati. Ba­sti pensare che i dipinti del Caravaggio sono disseminati in 42 luoghi (musei, chiese, collezioni private) di 28 città del mondo. L’esposizione ai Mercati di Traiano Museo dei Fori Imperiali è completata dall’allestimento di diverse installazioni audiovisive, di notevole impatto didattico.
Si può ascoltare, in una sala opportunamente allestita, la musica “dipinta” dal Caravaggio in tre celebri opere (La fuga in Egitto, L’amore vincitore e il Suonatore di liuto) o assistere alla proiezione su grandi schermi di film e documentari dedicati alla vita e all’opera di Michelangelo Merisi. L’idea delle “mostre impossibili” nasce dalla considerazione che, nell’epoca della riproducibilità digitale dell’opera d’arte, la riproduzione dev’essere tutelata e valorizzata quanto l’originale.
Una diffusione di massa delle opere d’arte, garantita dalle riprodu­zioni, risponde a un’istanza di democrazia culturale formulata da Walter Benjamin e André Malraux ma anche alla crescente difficoltà a far viaggiare le opere d’arte da un paese all’altro, difficoltà legate sia agli alti costi delle assicurazioni che al sempre più diffuso rifiuto dei direttori dei musei a dare in prestito le opere d’arte.

FONTE:www.ansa.it

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