R oma, In questi ultimi anni si registra una diminuzione quantitativa degli incontri familiari spesso “trasferiti” al ristorante anche perche’ nessuno in famiglia sa preparare cucinare come un tempo, come confermano 8 intervistati su 10.
Solo il 21% degli italiani e’ ancora abituato a grandi tavolate con i familiari, ma solo nelle occasioni molto speciali (Natale, Pasqua, compleanni) e dove, nella maggior parte dei casi (87%) e’ sempre la nonna a rivestire il ruolo di cuoca, o, in alternativa, ma molto piu’ raramente, la mamma (35%), e vi sono comunque delle differenze rispetto ai grandi pranzi e cene del passato. Quasi 7 su 10 degli intervistati sostengono che i sapori degli alimenti e degli ingredienti non sono piu’ quelli di una volta, non solo, per il 29% degli italiani si tratta di pasti molto meno abbondanti e prelibati. Ristoranti e osterie non riescono a ricreare le sensazioni degli appuntamenti familiari di un tempo. Per 7 italiani su 10, il sapore della cucina di una volta e’ oramai perduto Ma “cosa suscita il ricordo di quei pranzi/cene in famiglia?” Ben il 63% degli italiani risponde che e’ il piacere di condividere dei momenti speciali o il 59% associa l’incontro ai sapori di una volta, oziando a tavola senza badare alla bilancia. Ecco allora che quasi 8 intervistati su 10, quando pensano al pranzo in famiglia immaginano gia’ i piatti tipici della tradizione e il 61% i primi piatti fatti a mano. E se in casa tutto questo e’ un lontano ricordo, c’e’ chi si affida ai ristoranti per sostituire la bravura culinaria della nonna, per cercare di ri-assaporare i cibi e le emozioni di un tempo. Raramente pero’ questa operazione “nostalgia” riesce, almeno secondo il 42% degli italiani, mentre solamente il 6% crede sia possibile ricreare quella tavola e quella atmosfera andando a pranzo o a cena al ristorante. Tale difficolta’ nel ritrovare i cibi di una volta, secondo 7 italiani su 10, risiede nel fatto che la qualita’ e la genuinita’ degli alimenti non e’ piu’ la stessa, e, inoltre, che non ci sia piu’ nessuno che sappia tramandare le abitudini culinarie della tradizione.
FONTE:www.agi.it
