
Per la seconda domenica di fila l’Inter si deve accontentare di andare a dormire alle spalle della Roma. La distanza dai giallorossi resta di un punto soltanto, Atalanta, Lazio, Chievo e Siena sono gli ultimi quattro ostacoli da saltare. E preoccupazione di Zanetti e compagni sarà fare bottino pieno per realizzare il controsorpasso e conquistare il quinto scudetto di fila. Nella testa di Mourinho, però, già da venerdì sera c’é solo il Barcellona, ostacolo ben più arduo sulla strada della Champions League. Il portoghese ha studiato a fondo i video della squadra di Pep Guardiola, già affrontata due volte negli ultimi mesi. Inutile contare più di tanto che lo scomodo viaggio in pullman mandi in crisi i catalani.
I pericoli sono tanti, e quello numero uno è Lionel Messi, per non dire dell’ex Zlatan Ibrahimovic che dopo un ritorno anonimo al Meazza a settembre questa volta avrà voglia di lasciare il segno. Ma, in generale, i nerazzurri punteranno a mandare in tilt, o quanto meno arginare i ricami palla a terra del Barca. Fa ancora male il ricordo della sfida del Camp Nou a novembre, quella severa lezione che portò lo stesso Mourinho a definire “una scuola di calcio” i blaugrana rispetto alla sua Inter. Dimostrare che la sua squadra ha accorciato le distanze é la prova più difficile per il portoghese. Che, studiando il Barcellona, è andato anche a ripescare chi e come ha più messo in difficoltà Messi e compagni: il Chelsea della scorsa stagione disegnato con un 4-1-4-1 da Guus Hiddink.
Quel modulo potrebbe essere la mossa a sorpresa per non lasciare spazio né sulle fasce né in mezzo al campo. Con Chivu a disposizione, Mourinho potrebbe avanzare Maicon esterno di centrocampo, in una posizione che il brasiliano ha dimostrato di saper gestire nell’esperimento contro la Fiorentina in coppa Italia. In questo caso, il piano partita dell’Inter potrebbe essere contenere e ripartire, con Etòo unico attaccante. L’alternativa di Mourinho è affidarsi al modulo a trazione offensiva con tre punte e Sneijder a supporto.
In ogni caso per conquistare la finale di Madrid è l’ideale è non subire gol (impresa già riuscita nell’andata della fase a gironi) e segnarne almeno uno. Conforta il fatto che i nerazzurri negli ultimi tre mesi in casa hanno subito due sole reti, contro il Chelsea in Champions e la Juventus in coppa Italia, dovute più a sviste di Julio Cesar e Toldo che della difesa. I numeri confortano anche quanto alla forza di fuoco degli attaccanti. Etòo va in gol da tre partite di fila, Milito (che martedì sarà protagonista di un derby in famiglia con il fratello Gabriel, difensore blaugrana) ne ha già segnati 23 e nelle partite decisive spesso ha lasciato il segno. Tuttavia, quando si affronta il Barcellona è alto il rischio di avere poche occasioni, ed errori clamorosi sotto porta come quelli visti venerdì contro la Juventus potrebbero costare davvero cari.
FONTE:www.ansa.it
