
Non c’è stata ancora nessuna
fumata, né bianca,
né nera. Insomma, non è stata
ieri la giornata del passaggio
delle quote del Modena
da ll’Immerfin di Romano Amadei
all’imprenditore bresciano
Livio Cavagna, ma potrebbe
essere oggi. Alle 14.30
è previsto, ma ovviamente
non confermato, un incontro
fra il patron e Fulvio Martini
da una parte, Cavagna accompagnato
dall’avvocato Roberta
Previdi dall’altra: potrebbe
essere il faccia a faccia che libera
tutti e che porti ad una firma
tale da consegnare il 49,6%
a Cavagna, con l’impegno di
Amadei di cedere il resto delle
quote il prossimo 31 dicembre.
Il prezzo complessivo del
Modena si aggirerebbe sui sei
milioni di euro, cifra astronomica
ma che contemplerebbe
anche l’abbattimento di una
parte delle perdite in capo
al l’acquirente. Anche ieri è
stata una giornata febbrile, di
quelle classiche per chi segue
le vicende societarie legate al
Modena: notizie di accordi già
siglati, subito smentite da parte
Immerfin, una conferenza
stampa annunciata per l’indo -
mani (oggi, alle 16) poi rientrata
per il precipitare degli eventi.
La voglia di acquistare il
Modena da parte di Livio Cavagna
non si sposava con la
tradizionale cautela e recalcitranza
degli uomini di Amadei
a prestare affidabilità a terzi.
Ma questa volta sembra che la
strada tracciata sia in un punto
di non ritorno. Amadei dopo
avere (apparentemente, almeno)
superato la soglia della
volontà di vendere davvero il
Modena, dopo avere trattato
sulla base della cessione immediata
di tutto il Modena, lunedì
ha proposto a Cavagna
due ipotesi: quella dell’imme -
diata cessione di tutte le quote,
oppure quella dell’ingres -
so graduale. Cavagna, lette anche
le clausole che si sono fatte
sempre più fitte sul contratto,
ha optato per la seconda e
oggi si parte da qui. All’i mprenditore
di Lumezzane, Amadei
cederà la differenza fra
le quote di Ghrilandina Sport
ed il 49,6% (ricordiamo che lo
0,3 appartiene al dottor Giancarlo
Guidi, il quale non è intenzionato
a cedere nulla) poi
contatterà Roberto Casari,
presidente di Ghirlandina
Sport, con il cui ha già un accordo
verbale per acquisire il
22,5. Chi entra vorrebbe un
consiglio d’am mini strazio ne
snello, con solo due consiglieri,
uno in quota all’Immerfin e
l’altro in quota Cbh (la società
che fa capo a Cavagna ed alla
moglie), probabilmente il dottor
Manenti, il suo commercialista
di fiducia. Il nodo che
non avrebbe consentito di
chiudere già ieri, laddove i
due imprenditori come anticipato
non si sono incontrati ma
solo scambiati testi via mail, avrebbe
riguardato le garanzie
che Cavagna avrebbe dovuto
fornire ad Amadei sul subentro
nelle fideiussioni, quelle in
favore della Lega calcio e del
Credito Sportivo inerenti al
mutuo sul Comune di 3 milioni
e 900 mila euro. Ma qui, è
bene chiarire, Amadei non ha
mai sottoscritto alcuna fideiussione,
piuttosto una
conve n z i o n e i n favore
dell’amministrazione comunale
di Modena che diventerà
un onere di Livio Cavagna solo
al 31 dicembre, quando sarà
del tutto proprietario del
Modena. Amadei e Martini
non avrebbero voluto correre
il rischio di restare a garanzia
del mutuo nei prossimi sei
mesi, nonostante la presidenza
fosse in capo a Cavagna e avrebbero
voluto che il Comune
legasse subito Cavagna ad
una garanzia sul pagamento
del mutuo: ecco l’ultimo nodo
messo sul piatto, a sorpresa,
dall’Immerfin e che dovrà
necessariamente essere chiarito
oggi. Ma il Comune di Modena
ha già fatto sapere che
contestualmente all’a ccordo
fra Amadei e Cavagna chiederà
a quest’ultimo il subentro
nelle garanzie, “l i b e ra n d o ” Amadei
al 31 dicembre. Da questo
punto si parte per chiudere
la storia, una storia infinita,
quella della cessione del Modena,
che però mai come in
questo momento potrebbe essere
vicina alla parola fine.
Fonte: www.linformazione.com
